Studente picchiato da insegnante perchè gay - Arcigay si appella al Ministro Giannini

SCUOLA, "STUDENTE PICCHIATO DA INSEGNANTE PERCHÉ GAY". ARCIGAY A MIUR: "TRA I BANCHI ESCALATION DI FATTI GRAVISSIMI. SUBITO GLI STATI GENERALI"
Bologna, 17 novembre 2014 - "C'è un susseguirsi allarmante di fatti gravissimi inerenti la scuola rispetto ai quali si rende urgente un intervento del Miur": Flavio Romani, presidente di Arcigay, a seguito della denuncia dello studente perugino riportata dai mass media, rivolge un accorato appello al Ministro all'Istruzione Stefania Giannini. "Negli ultimi mesi abbiamo letto di insegnanti cacciati perché omosessuali, o per lo stesso motivo indotti all'abbandono della propria cattedra; poi abbiamo appreso di un'occulta schedatura degli istituti scolastici richiesta dalla curia milanese attraverso la rete degli insegnanti di religioni, evidentemente eterodiretti. Storia che fa il paio con l'assurdo questionario diffuso in una scuola umbra un anno fa e che definiva l'omosessualità come una colpa.

SE MI ANNULLI NON VALE - Bologna 15.11.2014

Dallo scorso 15 settembre, grazie a una delibera del sindaco Virginio Merola, le coppie di gay e lesbiche bolognesi che hanno celebrato le loro nozze oltreconfine, in paesi più civili del nostro, dove i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono consentiti, possono trascrivere la loro unione nel registro di stato civile del nostro Comune. Quel giorno per noi è stato un giorno di festa: per le prime coppie che accedevano alla trascrizione, innanzitutto, perché avevano l'occasione di attenuare quella sensazione da esuli che inevitabilmente, poco o tanto, aveva guastato il giorno più bello della loro vita; ma facevamo festa anche per tutte le altre coppie, per le altre persone in genere, per tutto il Paese: perché i diritti fanno bene, ci migliorano, offrono a tutte e tutti una grande ricompensa.

Nelle settimane successive, il crescendo di diffide, avvertimenti, circolari, ordini perentori e aut aut che il Ministro Alfano, attraverso gli accondiscendenti prefetti, ha messo in campo per ostacolare prima, e annullare poi le trascrizioni, ci ha profondamente indignati. Questo uso "a manganello" delle norme e delle istituzioni, l'accanimento a voler rimettere fuori dalla porta ciò che appena si era affacciato sulla soglia, l'esibizione di un potere da aguzzini, gettato dall'alto come l'olio bollente dai bastioni nel Medioevo, sono gli ingredienti di uno spettacolo indecente. In un Paese civile nessun funzionario di Stato dovrebbe mai accarezzare l'idea di impugnare una penna per cancellare un diritto, una relazione, un'esistenza. È un atto ignobile, che vìola la dignità delle persone, infierendo su un'invisibilità giuridica che è una vera e propria maledizione in questo Paese, da cui ci ostiniamo a non volerci liberare.

ARCIGAY: “FATTO GRAVISSIMO. GIANNINI APPROFONDISCA IL CASO E CHIARISCA PUBBLICAMENTE”

Scuola, la curia milanese chiede la schedatura delle scuole con progetti contro l’omotransfobia 

Bologna, 13 novembre 2014 -” La lettera riservata, trapelata oggi sui giornali, attraverso la quale la Curia milanese chiede agli insegnanti di religione di segnalare tutti i progetti contro l’omotransfobia attivi nelle scuole è un abuso inaccettabile, che accende i riflettori su un tentativo, se non addirittura su una vera e propria pratica di controllo della scuola pubblica da parte della lobby ecclesiastica” Flavio Romani, presidente di Arcigay, reagisce alla lettera indirizzata agli insegnanti dalla diocesi milanese. “È inconcepibile – prosegue Romani – che attraverso una mailing list un potere diverso dallo Stato possa dare indicazioni, chiedere informazioni e insinuare azioni nella scuole di ogni ordine e grado, bypassando il ministero e tutte le strutture preposte alla tutela dell’Istruzione, dei suoi luoghi e dei suoi processi. La lettera del prelato resa pubblica dai giornali getta un’ombra sinistra sull’intero sistema scolastico e rende necessario e urgente un approfondimento ispettivo e un chiarimento pubblico da parte della Ministra Stefania Giannini”. “Questa è l’ennesima posizione omofobica della Chiesa – prosegue Davide Zotti, insegnante e responsabile Scuola di Arcigay -, in un ambito delicatissimo com’è quello dell’educazione e della formazione dei giovani. Il fatto che un responsabile della diocesi inviti esplicitamente i docenti di religione cattolica, ma sempre dipendenti dello Stato italiano, a far da “sentinelle” su temi importanti, come la lotta all’omofobia nelle scuole, derubricandola a volgare indottrinamento, non fa altro che calpestare la dignità professionale e la libertà degli insegnanti, garantita dalla nostra Costituzione, e alimentare un clima omofobico, di cui fanno le spese prima di tutto gli e le adolescenti omosessuali e transessuali che frequentano ogni giorno le nostre scuole. Se don Gian Battista Rota vuole l’elenco delle scuole dove si contrasta e si previene l’omofobia, si rivolga direttamente all’Arcigay, per esempio al Cig di Milano, che da tempo opera in molte scuole del territorio: potremmo dargli un lungo elenco, senza bisogno di quinte colonne cattoliche. Noi lavoriamo alla luce del sole, perché il problema dell’omofobia esiste e va affrontato”.
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