Verona: Dal 1995 nulla è cambiato



Sul tentativo di revoca delle Mozioni Omofobe approvate nel 1995, a Verona nulla è cambiato


Comunicato Stampa:  Circolo pink GLBTE Verona - Arcigay Pianeta Urano Verona - Milk Lgbt Center Verona - Arcilesbica Verona 

 Il clima da medioevo sessista che 18 anni fa approvò le ormai troppo famose mozioni omofobe è ricomparso oggi in tutto il suo cinico splendore. Ieri, 18 luglio 2013, il centrosinistra veronese ha provato con una contro-mozione, che alleghiamo a firma di Mauro De Robertis (SEL) e Michele Bertucco (PD), a riparare a quanto fatto il 14 luglio 1995, quando venne approvata dall'allora giunta Sironi (Forza Italia) la mozione n. 336, altamente lesiva nei confronti delle persone omosessuali e transessuali. 

Aggressione a Torino: Arcigay "Serve una legge subito"

Flavio Romani - Presidente Arcigay
Bologna, 13 luglio 2013 – “Omofobia e transfobia sono problemi diffusi, nessuna città può dirsene estranea”: dopo il pestaggio omofobo subito a Torino da 4 giovani gay all’uscita di un locale, Flavio Romani, presidente di Arcigay, replica al sindaco Piero Fassino. “Mi ha colpito la sorpresa con cui il primo cittadino ha commentato la grave aggressione di pochi giorni fa – prosegue Romani -. Torino, è vero, è un territorio pioniere di buone pratiche ma l’Italia è un Paese omofobo, che non riesce a legiferare sui diritti delle persone gay, lesbiche e trans e che ancora oggi non isola e sanziona le violenze che queste persone subiscono. E non perchè queste violenze si sostiene non esistano, semmai perché non si vuole ledere la possibilità del parlamentare o del porporato di turno di additarci ed insultarci. Torino, di quest’Italia, fa inevitabilmente parte. La novità, quindi, non è la violenza, o l’insulto, o il fatto che quattro omosessuali siano costretti ad allontanarsi da un chiosco. E’ nuova, semmai, la denuncia pubblica di quell’aggressione, il coraggio di chi, dopo aver preso pugni, calci e cinghiate, prende parola e chiede pubblicamente che qualcosa cambi. Non è il momento dello sbigottimento – incalza Romani – semmai è il momento di farsi carico di quella domanda di cambiamento e di pretendere, anche come amministratori locali, l’approvazione rapida di una legge che punisca tanto le aggressioni di gay, lesbiche e trans, quanto chi quel disprezzo lo legittima e lo incita, spesso sfruttando il proprio ruolo istituzionale. In Parlamento – conclude Romani - si sta discutendo una proposta di legge: è buona ma migliorabile . Quando entrambe le aule avranno votato a larga maggioranza un testo completo ed efficace, l’Italia, Torino compresa, potrà tirare un primo sospiro di sollievo”. -

Fonte: Arcigay

Legge contro l'Omofobia: approvato testo base

La commissione Giustizia ha approvato il testo base del progetto di legge contro l'omofobia e la transfobia. Il testo sarà esaminato dell'Aula il 22 luglio, mentre gli eventuali emendamenti potranno essere presentati fino a martedì prossimo.
Come preventivato, il provvedimento prevede l'estensione della legge Reale-Mancino (che attualmente punisce ogni atto di discriminazione basati sull'origine etnica, sulla nazionalità e sul credo religioso) anche all'orientamento sessuale e all'identità di di genere.
«Penso che il lavoro collegiale che ha visto protagonisti in Commissione tutti i gruppi parlamentari e l'altro relatore, Leone, sia stato un esempio di buona politica. Spero che il provvedimento arrivi in Aula e sia discusso con lo stesso spirito di condivisione e di ascolto», è stato l'augurio di Ivan Scalfarotto, uno dei due relatori della norma.
Nel 2009 un progetto simile era stato archiviato dopo che l'Udc pose una pregiudiziale di incostituzionalità contro il provvedimento (approvata con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti), mentre nel 2011 la norma proposta da Mara Carfagna non passò neppure il vaglio della Commissione. Nei giorni scorsi il giornale dei vescovi ha già preso posizione contro questo terzo tentativo (bollandola come una legge «inutile e pericolosa») e bisognerà vedere se questa volta il Parlamento avrà voglia di andare contro il volere delle gerarchie ecclesiastiche.

Fonte: http://gayburg.blogspot.com/2013/07/primo-via-libera-alla-legge-contro.html
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