Onda Pride, il vento del cambiamento



Il vento del cambiamento dovrà per forza arrivare anche qui e spazzare via tutta la muffa conservatrice e puzzolente di questo paese. Le persone lgbt e tantissimi italiani hanno voglia di questo cambiamento e lo hanno dimostrato scendendo nelle piazze in migliaia, ovunque, in tutta Italia. Perciò, nonostante le censure di tg e stampa, al sordità di certa classe politica e le minacce vaticane...Coraggio, avanti tutta!
Arrendetevi, siete circondati! L'Onda Pride non si fermerà!

Dopo, Torino, Vicenza, Barletta, Roma, Palermo, l'onda Pride è continuata con piazze gremite fino all'inverosimile a Catania, Napoli, Bologna e Milano, dove un applauditissimo Sindaco Pisapia ha detto" "Da Milano tutti insieme sconfiggeremo chi cerca di bloccare la tutela dei diritti per gli omosessuali, anche a livello nazionale" e "Oggi Milano è ancora più bella".

Per noi il pride e la rivendicazione di diritti va avanti tutto l'anno, e nel 2014 un'altra ondata travolgerà l'Italia, anche a Verona.


Guarda il video di repubblica sul discorso di Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano al Pride MI

Grazie USA! DA OGGI SIAMO TUTTI PIU' LIBERI

"Quanto tutti gli americani vengano trattati come eguali, non importa chi sono o chi amino, allora tutti noi siamo piu' liberi". E' il commento del presidente Usa, Barack Obama, alla sentenza della Corte Suprema che ha definito incostituzionale la legge che definisce matrimonio solo l'unione tra un uomo e una donna, discriminando quindi i gay. "Quella legge era discriminatoria - ha detto Obama in un comunicato - trattava le coppie gay e lesbiche come cittadini diversi di serie b". "La sentenza rappresenta un vittoria - ha aggiunto il presidente Usa - per le coppie che a lungo hanno lottato per un trattamento paritario di legge, per i bambini i cui genitori ora sono riconosciuti come legittimi, per le famiglie che avranno da oggi in poi il rispetto e la protezione che meritano" Una giornata storica, a soli due giorni dalla ricorrenza del 44° anniversari della rivolta di Stonewall. Con 5 voti contro 4 la Corte Suprema USA ha spazzato via la Proposizione 8 reintegrando, così, le nozze gay in California, e spianato la via verso il matrimonio gay/lesbico in tutti gli USA. Aspettiamo l'effetto tsunami. L'Arcigay Pianeta Urano Verona e il Milk Verona lgbt Community Center si associano alle manifestazioni di giubilo e felicità di tutte le nostre comunità in tutto il mondo.

Palermo Pride, oltre centomila persone e Family Day Flop

Il colpo d'occhio sul grandioso Palermo Pride

Un successo oltre ogni aspettattiva, oltre centomila persone hanno manifestato con gioia nel coloratissimo corteo del Pride Nazionale di Palermo. Un successo che si somma alle migliaia di persone che nelle scorse settimane hanno già manifestato a Vicenza, Barletta, Roma, e prossimamente lo faranno a Catania, Milano e Bologna. Un grande periodo di mobilitazione in Italia per il riconoscimento dei giusti diritti. Flop sonoro di tutte le manifestazioni anti-pride, dai quattro gatti relegati ad uno svincolo autostradale a Vicenza, al cosidetto "Family Day" che ha registrato numeri ridicoli di partecipazione a Palermo. Postato da Zeno Menegazzi



Il flop del "Family Day"


"...Ad aprire il corteo le madrine della manifestazione: in prima fila Maria Grazia Cucinotta, Eva Riccobono e Vladimir Luxuria. “Questo governo deve attivarsi e approvare una legge contro l’omofobia“, ha punzecchiato la Cucinotta. Più avanti sfilavano accanto le cariche istituzionali: il sindaco Leoluca Orlando e il governatore Rosario Crocetta. “Questa città è un grande mosaico di tessere: Il nostro motto è to be different, to be equal“, ha esclamato soddisfatto il primo cittadino, dopo aver dato uno sguardo ai dati diffusi dalla Federalberghi: durante la settimana del Pride a Palermo, hotel e bed and breakfast hanno fatto registrare il tutto esaurito. “Dati che dimostrano come cultura e diritti facciano bene all’economia: a Palermo è Pride tutto l’anno”, ha continuato Orlando.



Tra i carri si muoveva anche Nichi Vendola, fermato continuamente da fotografi e supporter. Tra questi anche Paolo Mannina, il docente palermitano espulso dall’Eritrea a causa della sua omosessualità. “Nichi, mi hanno espulso dall’Eritrea perché avevo un compagno e dal Ministero degli Esteri non è arrivata mai una parola nonostante lavorassi lì anche per loro”, ha esclamato stringendo la mano al presidente della Puglia. “Io ho 55 anni e sto invecchiando in un Paese di cui mi vergogno. Noi siamo qui per dire la verità e chiedere a questo Stato di riconoscere ciò che già esiste in natura”, ha risposto il leader di Sel. Quindi un commento al Family Day in corso nello stesso momento sempre a Palermo. “Non dovrebbe essere un momento di discriminazione ma dovrebbe integrarsi al Pride seguendo un filo conduttore comune: quello dell’amore”. I numeri delle due manifestazioni (deserto o quasi il Family Day) dimostrano che i palermitani non sono per nulla discriminatori. Figuccia permettendo."



Dal Fatto Quotidiano




Da quella notte non torneremo indietro!

Milk Verona al Vicenza Pride
Non sappiamo qual'è il confine tra leggenda e verità, ma nella notte tra il 28 e il 29 Giugno 1969 nacque una nuova era. Per la prima volta nella storia umana, molte persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender , dissero basta! Basta alla clandestinità, ai soprusi alle violenze, agli omicidi e ai suicidi. In quella notte si rivoltarono all'ennesima retata di polizia al bar Stonewall di Christopher Street a New York e da allora non furono più li stessi. Oggi, a distanza di 44 anni dalla rivolta di Stonewall, in tantissimi paesi sono stati fatti passi da giganti verso il pieno riconoscimento delle persone LGBT, delle loro famiglie e delle loro comunità, con leggi sulle Unioni Civili o il Matrimonio Egualitario, approvato anche di recente in Francia.
Anche in Italia oggi la società è cambiata molto nell'atteggiamento verso le persone LGBT, ma molto resta da fare, da noi mancano ancora tutti i diritti, ma non ci fermeremo. Di questo cambiamento che riguarda una parte del mondo, purtroppo ne restano fuori tanti paesi, che anzi regrediscono a forme di repressione e fascismo, quasi come messaggio politico verso chi invece progredisce. Come il caso della Russia di Putin, passata in un ventennio dal totalitarismo sovietico ad una finta democrazia occidentale. In Russia, nonostante anche autorevoli appelli della comunità internazionale, continua la repressione verso le persone lgbt con leggi omofobe , sostenute sia da maggioranza che da opposizione, con violenza in aumento. E di questo chi dobbiamo ringraziare? Le chiese e i movimenti fondamentalisti soprattutto ci mettono sempre il loro diabolico zampino; In Russia è stata la chiesa ortodossa ufficiale a chiedere l'introduzione di leggi antigay, mentre da noi, seppur indebolita da scandali interni che l'hanno messa in crisi, la chiesa cattolica continua incessantemente con la sua tradizionale politica di intolleranza. Le ultime richieste da parte di Papa Francesco ai parlamentari francesi lo dicono chiaramente. Non ci spaventeremo di fronte a nessun tipo di intimidazione, di manifestazione di intolleranza, di minaccia. Ne va della nostra felicità, della nostra libertà, della nostra dignità! Avanti tutta! In Pride We Trust!

di Zeno Menegazzi

Vicenza Pride

Il Gran giorno è arrivato!
SABATO 15 GIUGNO 2013 - ORE 16:30 CAMPO MARZO -VICENZA
Il “Vicenza Pride 2013” culminerà nella parata “VENETO LGBTQIE PRIDE 2013” che si svolgerà tra le vie del centro storico di Vicenza il giorno SABATO 15 GIUGNO.



Il “Veneto LGBTQIE Pride 2013” sarà una manifestazione aperta a tutt*, veneti e non, lgbt e non: chiunque voglia manifestare con gioia la propria unicità e la ricchezza che deriva dall’unione di tutte le nostre differenze.

NON MANCATE!
Per i veronesi che vogliono aggregarsi a noi ore 14.00 - Stazione di Porta Nuova Verona

Addio Clèment, Il loro odio non ci fermerà!

Manifestazione in ricordo di Clèment Mèric
La morte di Clément Méric, giovane militante della sinistra e dei diritti lgbt, aggredito e ucciso da un gruppo di neofascisti, sta squotendo la Francia e l'Europa intera. Un'ondata di omofobia di ritorno generata da mesi di manifestazioni conto il "Matrimonio per tutti"? E questo quello che si chiedono in molti. Il fatto è che in Francia come in molte parti d'Europa la crisi economica e sociale si sta scaricando sui classici capri espiatori di sempre, come le persone LGBT, gli immigrati, gli zingari, le sinistre; quest'ultime colpevoli di voler distruggere la società europea e la Famiglia tradizionale, quella che per alcuni e solo tra uomo e donna. Il fronte anti matrimonio gay, sconfitto dal voto definitivo della Camera., non si rassegna al giusto avanzare della civiltà verso la parità di diritti per tutti i cittadini, per questo continua ad alimentare un clima d'odio non più sopportabile. Il 21 Maggio scorso, lo scrittore di estrema destra Dominique Venner, si suicidò in modo plateale dentro la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, motivando il gesto come protesta verso il degrado della socità francese ed europea, islamizzata e omosessualizzata. Venner è diventato così, il simbolo, il martire di tutti i gruppi neofascisti e di estrema destra europei, che anche in Italia dedicano a lui, striscioni e frasi di ricordo, messe provocatoriamente spesso in prossimità di scuole, circoli o altri luoghi frequentati dalla comunità lgbt. 
Da quando in Francia è cominciato il dibattito pubblico e la lotta sociale fra una concezione che vuole una società inclusiva ed aperta e una che vuole cittadini discriminati e senza diritti, gli episodi di intolleranza anche violenti si sono moltiplicati.
Persone e coppie gay aggredite a Parigi, bar frequentati da gay presi d'assalto a Lille e tanti altri numerosi casi, avvenuti per emulazione nel resto d'Europa.
Giugno è vissuto in tutto il mondo come il mese nel quale la comunità Lesbica, Gay, Bisessuale e Transgender festaggia il "Pride", L'Orgoglio, quell'orgoglio cominciato nella notte tra il 28 e il 29 giugno 1969, quando gli avventori del bar "Stonewall" si ribellarono all'ennesimo sopruso di polizia.
Da allora la comunità non vuole più nascondersi e va avanti come una locomotiva verso il pieno riconoscimento della dignità e dei diritti. Non saranno di certo quattro fascisti, seppur violenti a fermare la storia. Come dice un ironico e simpatico slogan coniato da alcuni movimenti lgbt:
"Se la paura ti arma, la frocia ti disarma"

Zeno Menegazzi
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