Al via il XIV Congresso Nazionale: un minuto di silenzio per giovane vittima di omofobia a Roma

Incomincerà domani alle 15, con un minuto di silenzio a commemorazione della giovane vittima di omofobia di Roma, la tre giorni del XIV Congresso nazionale Arcigay: “Diritti oltre la crisi”.
262 delegati da tutta Italia saranno chiamati a Ferrara a eleggere coloro che guideranno per i prossimi tre anni la maggiore associazione che lotta per i diritti di omosessuali, lesbiche e trans in Italia e a decidere le linee guida dell’azione politica, sociale e culturale.
Due mozioni si sfideranno nella prestigiosa assise di Sala Estense: “Liberiamo l’Uguaglianza” proposta dal presidente in carica Paolo Patanè e da Paolo Ferigo in lizza per il ruolo di segretario nazionale; e “Uguaglianza e Libertà” presentata dal candidato alla presidenza Flavio Romani e dal candidato alla segreteria dell’associazione Michele Breveglieri.
Paolo Patanè si ricandida alla presidenza di Arcigay per: “continuare l’operazione di rinnovamento, di affermazione di una identità propria e di adeguamento dell’associazione alle dinamiche di una realtà mutata. E’ una candidatura che vuole riportare al centro della vita associazionistica quell’entusiasmo e quella partecipazione nella battaglia per i diritti di cui il Paese ha fortemente bisogno”.
La candidatura di Flavio Romani, matura, come spiega il candidato, “da una parte per ricostruire l’unità interno dell’associazione e rafforzarla sul piano dell’iniziativa politica e culturale. Dall’altra, perché la battaglia per il pieno riconoscimento dei diritti di omosessuali lesbiche e trans entri finalmente nell’agenda politica del Paese e trovi una soluzione. I diritti non devono conoscere crisi e la lotta contro pregiudizio e discriminazione deve essere rafforzata a tutti i livelli”.
I lavori si apriranno con un minuto di silenzio per il giovane suicida per omofobia a Roma una lettura del romanzo capolavoro a tematica omosessuale “Gli occhiali d’oro” dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani. Seguiranno i saluti delle Istituzioni con la presenza annunciata del Vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto e della presidente della Provincia Marcella Zappaterra. Parleranno poi il presidente nazionale di Arcigay e il presidente del comitato provinciale ferrarese Arcigay “Circo Massimo”, lo stesso Flavio Romani.
Seguiranno poi gli interventi di esponenti dell’associazionismo. Tra gli ospiti annunciati Paolo Beni, Presidente nazionale Arci, Maria Gigliola Toniollo, CGIL Nuovi Diritti e Manuela Claysset, UISP. Prenderanno parola numerosi esponenti dell’associazionismo gay, lesbico e transessuale italiano e esponenti di partito.
Seguirà, sempre nella giornata di domani, il dibattito sul tema “Omosessualità e migranti” con una relazione di Giorgio Dell’Amico.
Il congresso riprenderà sabato alle 9.30 con le nomine del presidente e dell’ufficio di presidenza del Congresso e della Commissione Verifica Poteri.
Seguirà la sessione delle Commissioni con la presentazione del progetto internazionale contro l’omofobia “Rainbow”.
A partire dalle 17 si aprirà il dibattito per votare il nuovo Statuto e saranno presentate ufficialmente le due mozioni.
Nel corso della giornata conclusiva del Congresso, domenica, si terrà l’elezione delle cariche istituzionali dell’associazione.

Manifesta in piazza la Francia anti matrimonio gay


In totale circa70.000 manifestanti hanno marciato a Parigi, secondo la polizia, 200.000 secondo gli organizzatori. A Lione, circa 22 000 persone secondo la prefettura del Rodano, 30.000 dagli organizzatori.

A Tolosa, dove la polizia ha sparato gas lacrimogeni per separare i manifestanti "pro" e "anti" matrimonio gay, le cifre variano tra 5000 e 10 000. Raduni si sono svolti anche a Marsiglia, Nantes e Rennes.Sopratutto famiglie con figli e gruppi organizzati da tempo dalle associazioni religiose (non solo cattoliche) hanno sfilato, credendo che la Francia ed il mondo intero possa finire per colpa di una legge che consentirà a molte persone di essere felici.

I parigini comunque hanno potuto constatare visivamente il numero molto inferiore di persone, rispetto ai partecipanti al gay pride, e anche nella capitale gli attivisti del movimento LGBT hanno organizzato contromanifestazioni, schermati dalle forze di polizia per evitare lo scontro (foto sotto).



Fonte notizia: actup.org

Articolo sul Corriere della sera
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