Arcigay warns of a dangerous drift as Italian Parliament rejects anti-homophobia law

Arcigay warns of a dangerous drift as Italian Parliament rejects anti-homophobia law

Di Stefano Bucaioni - Resp. Estero di Arcigay

Today, the Italian Parliament approved a motion that states that the anti-homo/transphobia draft bill is against the Italian Constitution. Therefore, the Parliament rejected the law by blocking any further discussions on the matter. Arcigay considers this act as the latest outrage against LGBT (lesbian, gay, bisexual and transgender) people across the country carried out by a centre-right majority composed of men and women of mediocre human, political and cultural profile.

Italy has been squeezed without mercy by these insane politicians who do not have any respect for people’s lives and rights.

We denounce before Europe and the entire civilized world that in Italy there is a real democratic emergency. We denounce that in this country a law that protects victims of homophobia is defined by the Parliament as unconstitutional - the same Parliament and political majority composed by parties whose leading members have defined as acceptable and sharable the ideas of Breivik, the murderer of Utoya.

This Parliament has betrayed justice and respect of civil rights and has decided to stand by the side of the homo- and transphobic aggressors. We ask again that the European Union help us deal with the dangerous raising of homophobia, xenophobia and racism, that the Italian Parliament has legitimised once again by telling us that violence should be tolerated and that the discrimination is the measure of coexistence in our country.

As the Commissioner for Human Rights at the Council of Europe Thomas Hammarberg has stated today, even though the law didn’t pass, Italy is still obliged to meet the standards set by the Council of Europe on the issue of homophobia.

Affossamento Omofobia: Gli integralisti (Dinosauri) cattolici veronesi esultano

Gli integralisti (Dinosauri) cattolici veronesi esultano per l'affossamento della legge contro l'omotransfobia.
E' brutto constatare come questo paese è in mano a questa gentaglia che lo tiene ancorato al medioevo. Ma questi signori di Christus (Tyrannosaurus Rex) se la devono mettere via... La partita non finisce qui!

Arcigay Pianeta Urano Verona
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’Italia non si adegua alla risoluzione ONU. No alla legge “contro l’omofobia”

Omofobia/ Camera affossa legge con si’ a
pregiudiziali di costituzionalità

Martedi, 26 Luglio 2011 – 17:06

La Camera dei Deputati ha per la seconda volta affossato la legge contro l’omofobia. Con 293 si’, 250 no e 21 astenuti, l’Aula ha approvato le pregiudiziali di costituzionalita’ presentate da Pdl, Lega e Udc.

Possiamo dire che il lavoro di molte persone, in gran parte cattolici, durante il corso di questi ultimi mesi è andato ad aggiungersi al lavoro di numerosi parlamentari seri e moralmente retti. Uno staff che ha portato la parola FINE ad una parola che nasconde una truffa lessicale e che mira a criminalizzare chi sostiene la famiglia naturale come unica forma di unione legittima. Il nostro Circolo Christus Rex, che ha collaborato in particolare con la Presidenza del Consiglio dei Ministri per aggiungere elementi non solo di carattere religioso, anche attraverso manifestazioni di piazza, esprimendo pubblico dissenso e collaborando con le istituzioni locali, nazionali ed europee, esprime soddisfazione, con l’auspicio che l’argomento sia definitivamente archiviato.

Comunicato stampa. Arcigay delusi da Carfagna

Comunicato stampa. Arcigay delusi da Carfagna. Ora coraggio di dire sì alla Legge Mancino

L'andamento del voto sulle pregiudiziali di costituzionalità alla Camera è uno spaccato tristissimo dell' Italia di oggi: un Paese in cui alla gente si chiedono e si chiederanno enormi sacrifici per una crisi economica per anni nascosta e negata, ma in cui diventa normale negare a chi è vittima di violenza e discriminazioni qualunque tutela.

Il Ministro Carfagna oggi ha ritenuto solo di astenersi e non di votare contro le pregiudiziali.
Siamo delusi e attendiamo spiegazioni più chiare di questa scelta incomprensibile.

Nel frattempo però ci sembra incredibile che questa maggioranza abbia posto la questione della violazione del principio di eguaglianza con l'introduzione dell'aggravante semplice ai reati mossi da odio omo-transfobico, ma abbia sempre duramente escluso di garantire proprio il compimento del principio di eguaglianza con l'estensione della Legge Mancino ai reati di odio omofobico e transfobico.

A questo punto ci rivolgiamo proprio alla sensibilità ed al senso di giustizia del Ministro Carfagna e di tutte le forze politiche leali e democratiche di maggioranza e opposizione, perché si decidano a denunciare questa clamorosa contraddizione che è la vera fonte del voto di oggi.

Chi vuole sottrarsi al disastro di questo precipizio che sta trascinando tutta l'attuale classe dirigente e continuare a fare parte della futura vita politica italiana con credibilità, abbia almeno il coraggio di dire che l'unica soluzione che garantisce quel principio di eguaglianza che oggi è stato usato contro la gente vittima di sofferenza, violenze e discriminazioni è esattamente la Legge Mancino.

Ditelo oggi una volta per tutte, perché non solo le persone lgbt ma la società civile tutta non dimenticherà quello che oggi è accaduto alla Camera .

Paolo Patanè presidente nazionale Arcigay

Arcigay.Dal Parlamento via libera l’omofobia.

Comunicato stampa. Arcigay. Dal Parlamento via libera l’omofobia.

Deriva pericolosissima L’approvazione delle pregiudiziali di costituzionalità e il conseguente affossamento della legge contro l'omofobia è l'ultimo oltraggio che una maggioranza fatta da uomini mediocri e di bassissimo profilo umano, politico e culturale ha voluto consapevolmente rivolgere alle persone lgbt e a tutto il Paese.
L'Italia è stata spremuta senza pietà da questi mentecatti senza rispetto per la vita e i diritti della gente.

Denunciamo all' Europa ed al mondo civile che in Italia esiste un'autentica emergenza democratica e che in questo Paese una legge che tuteli le vittime dell'omofobia è definita dal Parlamento incostituzionale, mentre esponenti di primo piano di questa stessa maggioranza definiscono giuste e condivisibili le idee del mostro Breivik, l'assassino di Utoya.

Questo Parlamento ha tradito la civiltà e la giustizia ed ha deciso di sostenere i violenti. Noi lo denunciamo all'opinione pubblica e chiediamo che l' Unione ci aiuti a fronteggiare questa pericolosissima avanzata di omofobia, xenofobia, razzismo che il Parlamento italiano ha deciso di legittimare ancora una volta, dicendoci di fatto che la violenza deve essere sopportata e che la discriminazione è il metro della convivenza nel nostro Paese.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

Roma: Non cessano le aggressioni omofobe

Roma - Tre aggressioni omofobe, a Centocelle, all'Eur e in pieno centro, nei pressi del Colosseo. Tutte avvenute nelle ultime due settimane, e denunciate oggi dai responsabili della Gay Help Line, la linea telefonica di aiuto alla quale si sono rivolte le vittime di questi episodi. Ragazzi picchiati o fatti oggetto di lanci di pietre e uova perché si baciavano, o anche solo perché passeggiavano nei pressi di un luogo di ritrovo della comunità omosessuale romana. Il più recente risale alla notte di domenica 17, quando alcuni giovani, in via dei Fori Imperiali, hanno lanciato uova e vetri contro un ragazzo di rientro da una serata nella Gay Street. Nessuna vittima, però, ha voluto sporgere denuncia, per paura di ritorsioni o per non rivelare la propria omosessualità."Questa prima parte dell'estate sta dando segnali preoccupanti di un escalation di aggressioni omofobe. Se dovessimo guardare le segnalazioni ricevute dal nostro numero verde dovremmo dire che siamo di fronte ad una nuova emergenza", afferma preoccupato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center.

L'aggressione avvenuta in via dei Fori Imperiali ha visto per protagonista un 22enne che, uscito da un locale della vicina Gay Street, era diretto verso la fermata dell'autobus notturno per tornare a casa, nella zona di Centocelle. Erano le due di notte, il ragazzo indossava una t-shirt e dei pantaloncini molto aderenti. Forse per questo motivo (o magari perché era stato seguito da via San Giovanni in Laterano, la strada dei locali Glbt) è stato notato da un gruppo di ragazzi tra i 18 e i 20 anni, che gli si sono affiancati con l'auto. "Mi hanno tirato della uova con dei vetri, all'improvviso, senza che avessi fatto nulla di particolare", ha raccontato alla linea telefonica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, anche se lui non ha voluto presentare formale denuncia. "Non sono dichiarato, e i miei genitori non sanno della mia omosessualità", si è giustificato. "Sono molto scosso. Sono rimasto ferito, e mi sento uno schifo. Lanciarmi contro le uova è un gesto di disprezzo. Ora avrò paura ad uscire di casa la sera", ha detto a Marrazzo che, ieri sera, si è recato sul posto per incontrarlo. "Ho notato per terra l'uovo con i pezzi di vetro", conferma il portavoce del Gay Center. L'episodio viene però smentito dall'Arcigay, che chiede di "distinguere circostanze criminali generiche da situazioni di reale omofobia".

Il secondo caso si è verificato nella notte dell'8 luglio, in un'altra zona frequentata dalla comunità omosessuale: l'Eur, nei dintorni del Gayvillage. Un altro ragazzo, che si trovava da solo, è stato affrontato da almeno due persone, che lo hanno rincorso al grido di "frocio", e gli hanno lanciato delle pietre contro. Fortunatamente è stato colpito sì alla testa ma solo di striscio, riportando una leggera ferita. Un testimone ha confermato l'aggressione. Una zona, quella delle Tre Fontane, all'Eur, che non è nuova ad episodi del genere: alla fine di giugno, un 35enne aveva denunciato di essere stato rincorso da un gruppo di ragazzi armati di bastoni. Dopo quell'episodio, la Questura ha rafforzato la vigilanza nell'area esterna, aumentando il numero di pattuglie presenti in zona (nell'area interna, invece, è affidata alla Security privata selezionata dal Gayvillage, che riesce a garantire il sereno svolgimento di questa manifestazione dell'Estate romana).

L'ultima violenza denunciata dal Gay Center risale agli inizi di luglio. Un 18enne aveva notato che cinque ragazzi lo stavano fissando mentre si baciava con il fidanzato, sotto casa sua, nella zona di Centocelle. Il giorno dopo, mercoledì 6, lo hanno aspettato in cinque (tutti giovanissimi, alcuni anche minorenni), e, una volta solo, lo hanno insultato e aggredito con calci e pugni. Nessuna denuncia, perché, in questo caso, teme ritorsioni da parte della banda di omofobi. "Uno dei dati più evidenti è che spesso chi denuncia parla di aggressori molto giovani e di gruppi e spesso di giovani vittime che nella quasi totalità dei casi non fa denuncia formale per paura - dice Marrazzo - Siamo in contatto costante con le forze dell'ordine, ma non basta. Serve una risposta politica culturale strutturata".

Domani sarà in votazione alla Camera la legge sull'omofobia, con il voto delle pregiudiziali di Costituzionalità presentate da Pdl, Lega e Udc (e la parlamentare Anna Paola Concia annuncia per il pomeriggio un sit in davanti a Montecitorio). "La sua approvazione - fa notare Marrazzo - sarebbe un primo segnale, al quale devono essere aggiunte delle azioni sul territorio, per le quali mettiamo a disposizione la nostra esperienza e le nostre casistiche per attuare interventi mirati con le istituzioni territoriali che saranno disponibili. Ancor di più qualora la legge fosse boccia in Parlamento". "E' un grido d'allarme che si fa sempre più disperato quello della comunità omosessuale di Roma - osserva Enzo Foschi, consigliere del Pd della regione Lazio - Si tratta di un fenomeno sempre più preoccupante la cui tendenza sembra segnalare un inasprimento delle violenza sia per il crescendo del numero sia per come queste violenze vengono messe in atto. E' come se a Roma, più che nel resto del Paese, si sia instaurata una logica criminale dove il branco sfida gli altri a fare dei gay dei bersagli, tentando di privarli della dignità e del riconoscimento dei propri diritti".

Da Repubblica

Arcigay: Legge contro l’omofobia. Appello agli italiani

Il giorno 19 luglio la Camera dei Deputati dovrà esprimersi, con un voto, sulla proposta di Legge contro l’omofobia e la transfobia, ma, prima ancora, sulle pregiudiziali di costituzionalità al testo stesso, la cui approvazione rischia di bloccare l’iter di votazione della Legge.

Le pregiudiziali di costituzionalità presentate alla Camera dai gruppi parlamentari del PDL, della Lega e dell’UDC contro la legge anti omofobia e transfobia costituiscono un vergognoso atto di discriminazione e di integralismo con le quali il Parlamento italiano si sottrae al suo dovere primario: porsi al servizio delle cittadine e dei cittadini, soprattutto,come in questo caso, di quelli per i quali la Costituzione impone, all’articolo 3, la rimozione degli ostacoli al conseguimento di una piena ed autentica eguaglianza e libertà.

In esse si afferma che l’introduzione di un’aggravante è inutile perché già ricompresa nel codice penale (motivi abbietti e futili) e che addirittura tale proposta di legge introdurrebbe una violazione del principio di uguaglianza, con un’aggravante solo per omosessuali/transessuali, e una violazione del principio di tassatività.

Tutto FALSO. L’aggravante dei motivi abbietti e futili è cosa ben distinta e diversa da quella oggi in discussione e non risulta che sia mai stata applicata nei casi di reati commessi per motivi di omofobia o transfobia. Una specifica e distinta previsione normativa, invece, rappresenta la chiara espressione della volontà, da parte del legislatore, di biasimare e condannare questi comportamenti criminosi. Il Parlamento si assuma la responsabilità di dire espressamente se intende condannare le persecuzioni nei confronti delle persone omosessuali e transessuali.

Quanto al principio di Eguaglianza, a costituirne vera violazione è l’assenza di una tutela nei confronti delle persone omosessuali e transessuali. Perché se si insulta qualcuno in ragione del suo credo religioso si viene puniti espressamente dalla legge, mentre se analogo atteggiamento persecutorio lo si ha nei confronti di una persona gay, lesbica o transessuale non si viene puniti con una specifica previsione di legge? Perché, allora, non estendere alle persone omosessuali e transessuali la Legge Mancino? Il Parlamento abbia il coraggio anche in questo caso di assumersi delle responsabilità e non di ribaltarle.

La tutela, anche dal punto di vista penale, delle persone Lgbt è oramai patrimonio di gran parte dei paesi occidentali; l’Italia da che parte del mondo sta?

Se poi consideriamo che le pregiudiziali in questione si ostinano a definire l’orientamento sessuale come una “scelta” e non come una condizione innata dell’individuo, collocandolo nella sfera esclusivamente privata e sessuale, e di fatto cancellando l’identità, gli affetti, la vita di coppia, la stabilità, la dignità pubblica delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, allora appare chiaro che ci troviamo di fronte ad affermazioni di inaccettabile ed oltraggiosa rimozione e falsificazione della realtà e della vera natura delle persone lgbt.

Esse sono state formulate in spregio alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il 17 maggio scorso, in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, aveva auspicato l’approvazione di una legge contro la violenza verso omosessuali e transessuali. Queste pregiudiziali di costituzionalità, inoltre, costituiscono una violazione dei trattati internazionali e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, poiché ci pongono in netta contrapposizione rispetto alle direttive del Parlamento europeo, alle raccomandazioni e alle decisioni assunte da molti organismi comunitari che sollecitano l’adozione di specifiche norme di tutela, oltre che in clamoroso contrasto con la recente risoluzione ONU in materia di diritti delle persone lgbt e con il rapporto del Consiglio d’Europa.

Con queste pregiudiziali il Parlamento italiano rischia di commettere un’ulteriore violenza contro le molte persone omosessuali e transessuali vittime di numerosissimi casi di bullismo, aggressione, violenza e discriminazione.

Pensiamo dunque che questa sia una battaglia che riguarda indistintamente tutti e tutte, dalle Associazioni laiche a quelle cattoliche, dai movimenti per i diritti civili a quelli per i diritti sociali ed è per questo che Arcigay rivolge un appello a tutte le persone e le Associazioni che credono nella Democrazia, nella Giustizia, nella Dignità e nell’Eguaglianza perché siano presenti alla maratona oratoria per la Legge contro l’omofobia e la transfobia, dalle ore 15,00 del giorno 19 luglio , di fronte al Parlamento della Repubblica per aiutarci a dire NO ad una gravissima ingiustizia.

Aiutiamoci tutti e tutte a cambiare l’Italia per farne un Paese europeo.

http://www.arcigay.it/31891/legge-contro-lomofobia-appello-agli-italiani/

La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org