Pubblicità progresso: Il bacio dopo il gol, lo spot contro l'omofobia


Il bacio dopo il gol, lo spot contro l'omofobia
Un gruppo Lgbt dell’est Europa ha realizzato una clip per gli appassionati di sport. Nel video intitolato "Mi smo dio ekipe - We are part of the team" ("Noi siamo parte della squadra") dopo un gol in tv, due uomini esultano baciandosi appassionatamente. Il messaggio è combattere qualsiasi discriminazione contro gli omosessuali:
Da Repubblica Video


L'OMOFOBO DEL MESE: senatore GIUSEPPE CIARRAPICO

Anche questo mese vi proponiamo la nostra rubrica mensile "L'omofobo del mese", che vogliamo dedicare al senatore Giuseppe Ciarrapico, il quale, durante il programma La Zanzara, in onda su Radio24, ha pensato bene di spararle davvero grosse. Dedichiamo così all'ex esponente del governo la nostra rubrica con un vero book fotografico!





  

L’amore gay raccontato da due ragazzi spagnoli

Chi meglio di due adolescenti alle prime esperienze amorose possono parlare di quella sensazione straordinaria che ti fa sentire leggero, speciale, apprezzato, ti fa sorridere e vedere nell’altro te stesso? L’idea di questo toccante video, con protagonisti due ragazzi omosessuali davvero innamorati l’uno dell’altro, è venuta alla FELGBT, la Federación Estatal de Lesbianas, Gais, Transexuales y Bisexuales.
Due attori non professionisti, che parlano della loro storia, dei pregi e dei difetti dell’amato, per poi finire con un abbraccio che spezza ogni dubbio sul fatto che quello gay sia un amore con la A maiuscola. Semplicemente, Yo Te Amo.

da gaymagazine.it

"I padri gay? Tentati dai bambini, come i diabetici dai dolci"


testo da Gay.it 


I gay non possono adottare bambini perché nel caso li ritenessero attraenti sarebbero tentati dall'avere rapporti sessuali con loro. E' questa la bizzarra, per usare un eufemismo, teoria esternata dal vescovo colombiano Juan Vicente Cordoba nel commetare una sentenza del tribunale di Bogotà che ha acconsentito all'adozione, da parte del giornalista statunitense Chandler Burr, di due bambini di 10 e 13 anni. Secondo il tribunale, infatti, l'orientamento sessuale di chi chiede l'adozione non costituisce un problema. Il caso ha scatenato le ire della potente chiesa cattolica locale che per bocca di monsignor Cordoba ha sferrato un violento attacco nei confronti delle persone lgbt.
"Non conosco il signor Burr, ma una cosa è chiara- ha dichiarato Cordoba -: è un uomo che ama altri uomini. Ora ha adottato due bambini, di età di 10 e 13 anni. Non avrà mai con loro la classica relazione che c’è tra un padre e un figlio, perchè tra qualche anno o anche adesso  forse li troverà attraenti, e questo potrebbe indurre un gay in tentazione". Insomma un richiamo al vecchio, odioso, stereotipo per cui i gay sarebbero più propensi degli eterosessuali a macchiarsi di pedofilia, oltre che la convinzione che i gay sarebbero incapaci di provare amore paterno, altrimento lo stesso ragionamento varrebbe per i padri eterosessuali nei confronti delle figlie. Ma c'è di più.
L'alto prelato si dice convinto che se l'uomo avesse adottato una bambina, questa avrebbe corso un pericolo minore, ma non accenna a cosa succederebbe, secondo lui, se ad adottare una bambina fosse una coppia lesbica. "Gli omosessuali non sono esattamente malati, ma sono disturbati - continua Cordoba -, e il loro disturbo li mette in difficoltà quando hanno a che fare con bambini o adolescenti del loro sesso, un po’ come i diabetici con i dolci. Solo se un gay reprime il suo istinto, la sua libido, allora un figlio da lui adottato non correrebbe pericoli".
L'occasione dell'adozione ottenuta da Burr è stata colta dalla chiesa colombiana per ribadire le proprie posizioni in merito alla questione, ma il tribunale è stato altrettanto chiaro.
L'orientamento sessuale di chi adotta non ha importanza, sostiene la corte, e le coppie omosessuali risultano discriminate dall'attuale legislazione nazionale che va cambiata quanto prima. Il giudice di Bogotà, poi, ha indicato al parlamento colombiano un limite temporale entro il quale questa discriminazione va eliminata. Ma la chiesa, è chiaro, si prepara ad una dura battaglia sulla questione.

Gruppo Scuola LGBT - Punto informativo al Camploy

Domani sera, 14 Dicembre 2011, le volontarie e i volontari del GRUPPO SCUOLA LGBT di Verona, saranno presenti con un punto informativo al Teatro Camploy, dove verrà rappresentato lo spettacolo "Oh Boy" tratto dal romanzo OH, BOY! di Marie-Aude Murail. Uno spettacolo che gode del contributo del Ministero delle Pari Opportunità e della Presidenza del Consiglio dei ministri.
"Oh Boy" è uno spettacolo che tocca con delicatezza e ironia, il tema dell'omosessualità e dell' affidamento dei minori.
I ragazzi e le ragazze del Gruppo Scuola Lgbt di Verona distribuiranno materiale informativo contro l'omofobia e il bullismo nelle Scuole.
Per maggiori informazioni sullo spettacolo "Oh Boy"vai sul nostro blog dedicato ai giovani e all'educazione: http://giovaniescuolalgbtverona.blogspot.com/

Gruppo Scuola Lgbt

Quando si parla di "Amore Cristiano"...

ll Vaticano: 'Essere contro l’omosessualità è un diritto fondamentale'

L’ambasciatore della Santa Sede si oppone alla risoluzione Onu che mira a porre fine alle discriminazione e alle violenze contro la comunità LGBT

Martedì 13 Dicembre 2011
Fonte Gay News


L’ambasciatore della Santa Sede si oppone alla risoluzione Onu che mira a porre fine alle discriminazione e alle violenze contro la comunità LGBT 85 Paesi hanno sottoscritto alle Nazioni Unite la risoluzione per la fine della discriminazione e degli atti di violenza nei confronti della comunità LGBT. Il Vaticano però si oppone a questo testo dell’Onu, e l’ambasciatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite ha attaccato pesantemente l’iniziative che mira a riconoscere la dignità e l’uguaglianza di chi ama persone dello stesso sesso.
Alle Nazioni Unite prosegue l’impegno per porre fine alla discriminazione contro l’omosessualità. Dopo la proposta di risoluzione firmata da 68 paesi, ieri a Ginevra alla Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite è stata depositata, da parte della Colombia, un’altra proposta di Risoluzione, che chiede di mettere fine alle violenze e discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere delle persone, sostenuta da 83 Stati”. Nel testo introdotto dal Paese sudamericano si esprime grande preoccupazione per le discriminazione della comunità LGBT in ogni regione del mondo.

Le violazioni dei diritti umani nei loro confronti includono omicidi, stupri, torture e persecuzioni penali. La risoluzione riconosce come il tema dell’omosessualità sia visto con diverse sensibilità nelle varie società mondiali, ma evidenzia come la comunità mondiale si debba impegnare per porre fine alle discriminazioni di ogni minoranza. Il documento è stato appoggiato da tutti i grandi Stati europei e Nord e Sudamericani, mentre è stato snobbato dalle potenze con diritto di veto Russia e Cina. Particolarmente entusiasta la nota di Hillary Clinton, che ha fatto del riconoscimento dell’uguaglianza dei gay un obiettivo della politica estera americana. “ I diritti per la comunità di LGBT sono diritti umani, e i diritti umani sono i diritti per la comunità LGBT”.

Durante la presentazione del documento alcuni dei paesi firmatari hanno preannunciato di voler presentare il testo di una Risoluzione di condanna agli 80 paesi del mondo che perseguitano penalmente l’omosessualità”. L’ Arcivescovo Silvano Tomasi dell’Osservatorio Permanente del Vaticano presente alle Nazioni Unite, ha invece attaccato chi vuole proporre la fine della discriminazione per i gay.

”La gente viene attaccata perché prende posizione contro le relazioni fra persone dello stesso sesso… quando esprimono dei pareri del tutto normali basati sulla natura umana vengono stigmatizzati, e ancor peggio, perseguitati e sviliti”. “Questi attacchi” ha proseguito l’arcivescovo “sono una chiara violazione dei diritti umani fondamentali e non possono essere giustificati in nessun caso…”. Questo vittimismo furbo vorrebbe far passare per martiri i carnefici. Nessuno nega il diritto alla libera opinione, ma quando si pretende di scendere nell’agone politico, ingerendo nelle legislazioni statali e condizionando le scelte politiche degli stati, si deve essere pronti a ricevere delle legittime critiche, senza invocare una “lesa maestà” che suona grottesca”.

secondo l’ambasciatore del Vaticano gli Stati hanno il diritto di regolare certe pratiche sessuali e vietarne alcune per legge. Una posizione che va chiaramente contro lo spirito della risoluzione della Nazioni Unite. (di Dario Ferri)

L'OMOFOBO DEL MESE: senatore GIUSEPPE CIARRAPICO

Anche questo mese vi proponiamo la nostra rubrica mensile "L'omofobo del mese", che vogliamo dedicare al senatore Giuseppe Ciarrapico, il quale, durante il programma La Zanzara, in onda su Radio24, ha pensato bene di spararle davvero grosse. Dedichiamo così all'ex esponente del governo la nostra rubrica con un vero book fotografico!





  

Boicotta il tour di Beenie Man

Nei prossimi giorni inizierà il tour italiano di Beenie Man. Per chi non lo
conoscesse, ecco alcuni estratti delle sue canzoni:

Bad Man Chi chi man
*[I froci sono cattivi]*

If yuh nuh chi chi (queer) man wave yuh right hand and (NO!!!)
*[Se non sei frocio alza la mano e urla NO!]*

If yuh nuh lesbian wave yuh right hand and (NO!!!)
*[Se non sei lesbica alza la mano e urla NO!]*

Some boy will go a jail fi kill man tun bad man chi chi man!!!
*[Alcuni ragazzi andranno in galera per averne uccisi altri e lì
cominceranno a fare sesso gay]*

*I’m dreaming of a new Jamaica, come to execute all the gays*
[Sogno una nuova Giamaica, venite a giustiziare tutti i gay]

Ancora una volta è necessario ribadire il nostro no allo svolgimento di
concerti con chiari contenuti omofobi e sessisti.
Chiediamo l’annullamento immediato di tutto il tour che comprende le città
di Milano (7 dicembre), Pescara (8 dicembre), Campi Salentina (Lecce, 10
dicembre) e Roma (11 dicembre).


Testo da:
http://nonsoloreggae.noblogs.org/post/2011/12/02/boicotta-il-tour-di-beenie-man/



Ci schieriamo senza alcun dubbio con questo pensiero, e invitiamo tutti a boicottare con forza questo tour dai contenuti osceni! Nessuno spazio ai sessisti, omofobi, lesbofobi!!

Gli aiuti USA condizionati ai diritti LGBT

http://www.nytimes.com/2011/12/07/world/united-states-to-use-aid-to-promote-gay-rights-abroad.html?_r=1&ref=global-home

Il Presidente Obama ha inviato un memo diretto alle agenzie del governo USA istruendole a trovare dei modi per prevenire la criminalizzazione dell'omosessualità da parte dei governi stranieri; ed Hillary Clinton, parlando a Ginevra martedì, ha detto che non deve essere un crimine essere gay.

Gli osservatori si chiedono se non verranno tagliati gli aiuti americani ai paesi più omofobi - non è che rischiamo di perderli quando ne abbiamo più bisogno? :-)

Raffaele Ladu

Bologna: Le associazioni cattoliche se ne vanno per non volere i gay

Bologna: l'addio dei cattolici alla Consulta con i gay.
Se ne vanno 13 associazioni
Dalle parole, ai fatti. Le associazioni cattoliche lasciano la Consulta della associazioni familiari, in polemica con la decisione di ammettere i gay
Martedì 06/12/2011: Corriere di Bologna in Primo piano
Bologna - Dalle parole, ai fatti. Le associazioni cattoliche lasciano la Consulta della associazioni familiari, in polemica con la decisione di ammettere nell’organismo comunale due sigle vicine al mondo gay: Agedo e Famiglie arcobaleno. Uno strappo che si consumerà oggi pomeriggio alla riunione della nuova consulta, dove tredici associazioni cattoliche ufficializzeranno lo strappo con l’amministrazione Merola. Colpevole, secondo loro, di aver trasformato la consulta per la famiglia in una «consulta delle convivenze».
È stato il via libera di giovedì scorso all’ingresso delle associazioni gay nella Consulta, annunciato sotto la pressione di una manifestazione delle associazioni omosessuali contro la giunta Merola, a far precipitare la situazione. Trasformando quella che era una trattativa aperta, con tanto di soluzione di compromesso sul tavolo, in uno strappo che stravolgerà di fatto la composizione dell’organismo comunale di promozione della famiglia. Nonostante gli appelli dell’ultimo minuto che si sono moltiplicati nel centrosinistra. A partire da quello fatto in consiglio comunale dal Democratico Benedetto Zacchiroli: «State nel mondo, uscire dalla Consulta è il gesto peggiore che possiate fare».
Mentre il coordinatore di giunta è tornato a ripetere che, al di là di come sarà composta la consulta, «le nostre politiche continueranno a tutelare gli interessi delle famiglie in questo momento di crisi». Appelli inutili, a quanto pare. Visto che i numeri della Consulta per la famiglia, dopo la riunione di oggi pomeriggio, saranno in perdita netta. Entrano tre nuove sigle, lasciano il tavolo 13 associazioni cattoliche che facevano parte del nucleo storico di diciotto realtà. Tredici associazioni che hanno deciso di ascoltare l’appello alla defezione della Curia, arrivato domenica dalle colonne del settimanale BolognaSette.
Dodici di queste associazioni, tra cui Acli e Mcl, parleranno tra l’altro con un comunicato congiunto per spiegare con una sola voce le ragioni del loro addio. Una frattura pesante con il mondo cattolico, che l’amministrazione Merola non potrà ignorare nei prossimi mesi. Anche quando dovrà affrontare eventuali nuovo mugugni legati all’arrivo del Gay Pride sotto le Due Torri. A giugno prossimo, infatti, il Cassero festeggerà trent’anni e per farlo vuole portare il Pride nazionale proprio a Bologna. La scelta verrà presa sabato all’assemblea del movimento lgbt, ma già ieri in Comune una delegazione del Cassero ha incontrato la giunta Merola portando con sé una carpetta dal nome inequivocabile: «Bologna Pride 2012».

Nigeria, la prigione per le coppie gay è legge

da Gay.it


Fino a 14 anni di reclusione per chi si sposa e fino a 10 per testimoni e celebranti. Allarme delle associazioni che si occupano di diritti: "Enorme e violenta discriminazione".

La scorsa settimana vi abbiamo parlato della notizia giunta dal Senato nigeriano che stava discutendo un disegno di legge che puinisce con la prigione le persone dello stesso sesso che si uniscono in matrimonio e anche chi celebra il rito e chi vi assiste.
Adesso quel testo è stato approvato ed è legge.
L'agenzia di stampa Associated Press riporta: "Il senato ha votato oggi per approvare la proposta di legge. Non è ancora chiaro se adesso il testo dovrà passare alla Camera dei Rappresentanti o direttamente alla firma del presidente Jonathan Goodluck. Quando la legge sarà in vigore, le coppie gay che dovessero scegliere di sposarsi andranno incontro a pene fino a 14 anni di detenzione, mentre  i testimoni e chi dovesse prestarsi alla celebrazione delle nozze rischiano condanne fino a 10 anni di prigione".
Una legge che è già stata denunciata dalle organizzazioni internazionali che si occupano di diritti umani come estremamente discriminatoria. "Se questo testo diventa legge - aveva detto il responsabile dei diritti delle persone lgbt presso Human Rights Watch di New York Graeme Reid alla vigilia dell'approvazione - sancirà la più grande discriminazione e violenza contro un gruppo già di per sé vulnerabile".
La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org