AGGREDITA DA UN BRANCO DI RAGAZZI UNA RAGAZZA TRANS MEMBRO DEL DIRETTIVO DEL CIRCOLO ANTHIAS DI NAPOLI

E' accaduta una cosa molto grave che purtroppo abbiamo saputo solo ieri. Domenica sera A., una ragazza trans, membro del direttivo del circolo Anthias di Napoli, è stata aggredita in un autobus che dal parcheggio Brin si dirigeva a Ponticelli, da un gruppo di giovani con l'indifferenza o la complicità (questo sarà da dimostrare) dell'autista che la sera prima durante la medesima corsa, pare, avesse fatto addirittura delle avances alla ragazza. A. ha immediatamente sporto denuncia e le indagini dovrebbero essere già partite da giorni....ma sono davvero partite? Oggi su Il Mattino, su La Repubblica e su Il Napoli uscirà l'intervista di A. sull'accaduto e speriamo che questa pubblicizzazione responsabilizzi e aiuti le ricerche degli aggressori e dei testimoni. Arcilesbica ed Arcigay di Verona esprimono tutta la sua solidarietà, per la terribile e scioccante esperienza che è stata costretta a subire in questo paese sempre più pullulante di razzisti, di maschilisti, di fascisti e di picchiatori di ogni sorta.

POVERA LUXURIA, ADESSO PER LEI INIZIANO I GUAI. ARIANNA DAVID E CRISTINA PLEVANI: "NON MERITAVA LA VITTORIA"

La vittoria di Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi avrebbe dovuto sdoganare (definitivamente) l'emarginazione del "terzo sesso", inteso come "omosessualità" e "transessualità". L'intelligenza e il savoir faire dell'ex parlamentare transgender, il suo valore umano e, insieme, la sua tenacia hanno "alimentato" le molte puntate del programma condotto da Simona Ventura. La stessa Ventura, assieme a tanti altri, è certa che i tempi di "caccia alle streghe" siano finalmente terminati e che l'emarginazione della diversità sessuale sia un retaggio da Medio Evo oppure da trogloditi a corto di cultura scolastica.
Errore,errore, errore. Su internet, ad esempio, i commenti a ruota libera contro Vladimir Luxuria fluttuano senza censure alcune, come anche gli insulti.

Il motivo di tutto ciò? Proprio la sua natura sessuale. Non accettata, avversata e, diciamola tutta, anche rigettata da molti che si trincerano nell'anonimato. Sui teleschermi, in maniera ingessata, ma non meno ostile, fioccano ormai i commenti malevoli. Nella trasmissione di Caterina Balivo (Festa Italiana, Raiuno) Cristina Plevani, rediviva vincitrice del primo Grande Fratello e tenutaria di una rubrica di posta del cuore su un settimanale,( ma lei per prima dal cuore di pietra) si lamenta. Vladimir Luxuria? Vittoria scontata. Le fa eco Arianna David, ex Miss Italia ed ex "isolana" la quale, da perfetta viperetta, definisce anche lei scontata (regalata?)la vittoria di Luxuria. Dopotutto signori stiamo parlando di un gioco, ma c'è chi prende tutto sul serio. L'assunto è: ma che vuole questo "scherzo della natura", non poteva starsene a casa a fare la calza? Ora "osa" addirittura vincere un reality, invadendo il "nostro " spazio: quello di quattro soubrettine ossigenate, rifatte, miracolate. Dio Botulino, aiutaci tu. Al di là dell'accettazione della "diva" Vladimir, la realtà è anche questa: l'affermazione pubblica di un transessuale mette in discussione le convinzioni dei finti benpensanti, i quali temono: con un Vladimir in primo piano, tutto può succedere... Ogni cosa cioè può diventare "sovversiva".

Che paura. Anche Lamberto Sposini, prima dell'incoronazione della transgender foggiana, a La Vita in Diretta, seguitissimo programma del pomeriggio Rai, suggeriva mellifluamente alla Ventura: "La Vittoria di Vladimir non è scontata?" Più che scontata era ,nei fatti, da molti semplicemente non voluta. La storia si ripete: dietro gli applausi, i complimenti degli adulatori, Vladimir e altri come lei dovranno affrontare ancora e sempre diffidenze e tentativi (reiterati) di emarginazione. Questo si che è scontato!

ROMOLO RICAPITO

PINK: A Verona Reading Commemorativo

20 novembre 2008
giornata mondiale in ricordo delle persone transessuali vittime di violenza
A Verona questa sera Reading Commemorativo
al Circolo Pink -ore 21.00
dalle 19.00 aperitivo e risotto - la serata è aperta a tutte e tutti
Ogni giorno siamo vittime di aggressioni, umiliazioni, violenze, discriminazioni
La transfobia esiste, aiutaci a combatterla
Alcune delle storie che verranno lette il 20 novembre:
Valentina Falco
Luogo: Novara, Italia
Età: 34
Data: 25-26 Novembre 2006
Il mio nome era Valentina Falco. Avevo 34 anni e sono morta in Italia. I miei vicini di casa, insospettiti
da una luce rimasta accesa per oltre un giorno, hanno chiamato la polizia. Quando la polizia è arrivata
mi hanno trovata nel mio letto sgozzata. L’assassino è stato catturato
Nakia Ladelle Baker
Luogo: Nashville, Tennessee (USA)
Età: 31 anni
Il mio nome era Nakia Ladelle Baker.
Avevo 31 anni e vivevo sulla Richardson Road a Nashville,
Tennessee (USA). Mi hanno trovata nella mia automobile vicino al Club Adventura
nella prima mattina del 7 gennaio 2007.
Sebbene in un primo momento la causa della mia morte era stata attribuita ad un pestaggio,
successivamente la mia autopsia ha rivelato la presenza di un proiettile nel mio corpo.
Lasciai il bar quando stava chiudendo e quando fu ritrovato il mio corpo c’erano segni di
lotta intorno alla mia auto. Nessuno – incluse le guardie di sicurezza del locale – ha riferito
di avere sentito il colpo di pistola o urla di alterco o il mio assassinio. Il mio omicidio è ancora insoluto.
Tamara (Hasan Sabeh)
Luogo: Baghdad, Iraq
Età: 34 anni
Mi chiamavo Hasan Sabeh, ma ero conosciuta come Tamara. Ero una transgender di
34 anni che lavorava nella moda a Baghdad, disegnando abiti femminili.
Vivevo nel Distretto di al-Mansor a Baghdad, Iraq.
Sono stata sequestrata in strada da una squadra della morte islamista e
poi impiccata In un giorno santo della Shia, l’undici gennaio 2007.
Dopo l’impiccagione il mio corpo è stato mutilato e tagliato a pezzi.
Moira Donaire González
Luogo: Viña del Mar, Cile
Età: 30 anni
Ero Moira Donaire González, e sono stata uccisa a Viña del Mar, Cile.
Sono morta il 5 marzo 2007 dopo essere stata pugnalata 5 volte da un venditore ambulante.
Avevo appena compiuto 30 anni.
Persona non identificata in abiti femminili
Luogo: Kingston, Giamaica
Età: Sconosciuta
La polizia mi ha trovata morta con abiti femminili addosso, una minigonna di jeans e
altri abiti femminili. Sono stata uccisa ed il mio corpo scaricato dentro la stazione
di polizia di Matilda’s Corner, mercoledì 11 luglio 2007
Gli investigatori sostengono che sono stata uccisa altrove e poi gettata lungo la Munroe Road.
Nessuno mi ha identificata e sono stata uccisa con colpi di pistola all’addome e alla schiena.
La polizia teorizza che il mio omicidio sia da inserire tra i “crimini d’odio”.
-------------------------------------------------
http://www.circolopink.it/

20 novembre 2008 in tutto il mondo è il 10° Transgender Day Of Remembrance

Solidarieta della giornata del T-DOR
Ogni anno nel mondo e anche in Italia vengono uccise decine di persone transessuali e transgender. L'odio per la diversità, la paura, il pregiudizio nutrito da una cultura sessuofobica e violenta fanno sì che, nel silenzio quasi totale, molte persone trans paghino con la vita la loro affermazione di autenticità e il loro diritto ad essere se stesse e se stessi.
Il 20 novembre 2008 viene celebrato in tutto il mondo il 10° Transgender Day Of Remembrance, in ricordo dell'assassinio della transessuale Rita Hester a Boston nel 1998, occasione che il movimento LGBT internazionale ha isitituito per ricordare come siano ancora forti e radicati il pregiudizio, l'odio e le discriminazioni nei confronti delle persone transgender. Tutte le informazioni sugli eventi nel mondo sono reperibili sul sito: http://www.transgenderdor.org/.
Per quest'occasione molte associazioni in italia e nel mondo oscureranno i loro siti, per dare un messaggio forte di memoria e denuncia.
Noi Arcigay ed Arcilesbica di Verona per quest'occasione Mercoledì 19 Novembre abbiamo proiettato il film Beautiful Boxer
ed a conclusione del film Gloria Sosta dell'Ass. Trans LILY ELBE ha fatto un suo discorso sul T_DOR.
Le vittime, quest'anno, sono 29 e sono così distribuite:
• USA: 16 vittime
• Italia: 3 vittime
• Iraq: 3 vittime
• Cile: 1 vittima
• Malesia: 1 vittima
• Portogallo: 1 vittima
• Messico: 1 vittima
• Germania: 1 vittima
• Spagna: 1 vittima
• Turchia: 1 vittima

Quest'anno in Italia ricordiamo le morti barbare di Valentina, Tatiana, Manuela e Stefania ma a questo significato si aggiunge la consapevolezza di consegnare alla società il dono di una data importante, storica e simbolica, come lo sono il Primo Maggio e l'Otto Marzo.
Ricordare le persone che hanno pagato con la vita la propria autenticità e il sacrosanto diritto a essere se stess*, è vitale per la coscienza civile, per indirizzare l'indignazione che promuove il cambiamento.
La transfobia che uccide è la cima di una montagna di transfobia ordinaria, quotidiana, che riempie pagine di giornali e umilia la vita delle persone. La transfobia è una variante odiosa del ceppo della violenza sessuale, fisica e psicologica che colpisce donne, bambini, lesbiche, omosessuali e che ha le sue radici nel sessismo, che si fonda e si mantiene sull'oppressione maschilista.
Quest'anno il Tdor si celebra a pochi giorni dalla Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne e mentre il Parlamento lavora sulle norme che estendono la legge Mancino anche ai reati d'odio legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere.

Popolo lesbo/gay/trans un consiglio:


TRICK TRICK CHOC, GAY NON COMPRATE IL MIO DISCO
Il rapper Trick Trick, 'delfino' di Eminem, con il quale ha realizzato il singolo 'Welcome 2 Detroit', ha accompagnato il lancio del suo nuovo album con un monito rivolto al pubblico omosessuale, intimandogli di non acquistare il suo 'The Villain'. Intervistato da 'All Hip Hop', il rapper ha infatti confessato di non apprezzare lo stile di vita gay, sostenendo che l'aumento di omosessuali e la loro accettazione sociale e' un sintomo di un 'mondo che sta cambiando in peggio'. Quindi, Trick Trick ha sottolineato che preferirebbe non 'ricevere i loro soldi', anche perche' non potrebbero mai gradire il suo ultimo lp, che contiene una canzone contro l'omosessualita'.

USA: Vergogna! Passa il NO ai matrimoni gay

USA: Passa il NO ai Matrimoni Gay
La comunità LGBT scende in strada: Scontri e tensioni a Los Angeles


I referendum federali indetti in contemporanea con il voto per le presidenziali hanno segnato una disfatta per la comunità LGBT.

6 NOVEMBRE 2008 h.16.00

"No On 8!" and "Equality! Equality! Equality!" e ovviamente "Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can!" Questi i cori che i 5.000 manifestanti hanno intonato durante la protesta a West Hollywood, Los Angeles. Santa Monica Boulevard e San Vicente Boulevard sono state bloccate. Alcuni manifestanti hanno tentato di forzare il cordone della polizia e una decina di persone sono state fermate. Il sindaco di West Hollywood Jeffrey Prang e altri politici hanno parlato sul palco supportando il movimento anti-Proposition 8. Anche l'attrice Rose McGowan e lo sceneggiatore di 'Milk' Dustin Lance Black hanno partecipato alla protesta. Per la giornata di domani è previsto un altro raduno, nei pressi del Tempio Mormone, e probabilmente sarà meno pacifico. Di seguito le foto della protesta.

Fa impressione pensare che dopo una vittoria della democrazia su così larga scala, in California, le 18 mila coppie sposate non riusciranno a festeggiare il loro primo anno di matrimonio. Fa ancora più impressione sapere che le chiese cattolica e mormone hanno versato più di 20 milioni di dollari per finanziare la campagna per abolire il matrimonio gay. Venti milioni di dollari che avrebbero potuto essere usati in modi migliori, piuttosto che per impedire a persone che si amano di sposarsi.

E per 500mila voti la gente della California, il grande bastione della tolleranza liberale, ha deciso di togliere a un gruppo di persone un diritto fondamentale: quello di proteggere la persona che amano.E anche se Obama è stato eletto, e si potrà finalmente dire addio al regime presidenziale che ha promosso attivamente per otto anni paura e odio verso la comunità LGBT, molto rimane da fare.La Proposition 8 non è passata solo grazie all'odio nei confronti dei gay. E' passata per l'ignoranza di molti nei confronti dei gay. E l'ignoranza si puo' gestire col tempo. E la pazienza.Nel frattempo pero' la battaglia legale continua. Intanto i fautori del No on 8 non hanno ancora concesso la vittoria alla parte avversaria. Con 500mila voti di differenza e più di tre milioni di voti ancora da contare per motivi tecnici, il comitato non ha ancora mollato la spugna. Allo stesso tempo sono pronte tre azioni legali contro i risultati del referendum. Un referendum che va contro i diritti fondamentali di una parte dei cittadini è considerato non costituzionale perchè la legge prevede che quando ci sono in gioco diritti fondamentali il referendum può avere luogo solo dopo l'intervento del Parlamento (e questo non è accaduto). Allo stesso modo limita il potere della Corte Suprema di tutelare i diritti di una minoranza, e lede il principio di eguaglianza negando un diritto fondamentale solo ad un determinato gruppo di persone."Se un referendum togliesse il diritto di parola alle donne ma non agli uomini tutti sarebbero d'accordo a definirlo limitativo delle libertà individuali" dicono i sostenitori del No on 8 .Al momento pero' 30 stati degli Usa hanno introdotto nella loro costituzione tramite referendum o leggi di iniziativa popolare il divieto al matrimonio gay e il vulnus giuridico, in termini di discriminazione, è enorme


Ok, Obama ha vinto. Un presidente di colore per la prima volta nella storia della democrazia americana. Una vittoria senza precedenti. Ma non sono tutte rose e fiori. Almeno, per la comunità gay e lesbo oggi c'è poco da festeggiare. In Florida e in Arizona è passato il referendum che vieta i matrimoni gay e il loro riconoscimento a livello statale. In Arkansas il divieto di adozione alle coppie gay è diventato legge grazie ad un referendum popolare.Ma è la California, il paese in cui tutti speravano non passasse la Proposition 8, a dare la delusione maggiore. La Proposition 8 è un referendum sostenuto dalla chiesa cattolica e mormone per abolire il matrimonio gay reso legale da una sentenza della corte suprema della California lo scorso maggio.Con il 90% degli scrutini effettuati, la Proposition 8 passa con il 52% dei voti. Questo significa che da domani non sarà più possibile sposarsi in California e che i 18mila matrimoni gay già celebrati torneranno nel limbo legale.Ma la cosa più amara è quando si guardano i numeri. Sono bastati 4milioni.950mila voti per bloccare i matrimoni gay contro i 4milioni.600mila a favore. Quindi il grosso di questa sconfitta va proprio imputata alla comunità gay che non si è mobilitata a sufficienza per difendere i suoi diritti. Su una popolazione di 40 milioni di individui circa la coalizione dei fondamentalisti cristiani era molto determinata ma numericamente insufficiente rispetto alla maggioranza della popolazione. Ma ancora peggio è stato il comportamento della comunità LGBT che non è riuscita a mobilitare i propri membri in massa per farli partecipare al referendum.No, oggi non è una bella giornata per la comunità LGBT americana. E il quesito si ripropone insistentemente: ha un senso legale e ancora prima politico lasciare alla maggioranza il diritto di veto sui diritti di una comunità che sarà sempre una minoranza?
Fonte: Gay TV- http://www.gay.tv/

Del nostro destino e della nostra coerenza

Che sarebbe finita in sceneggiata ci avrei scommesso i risparmi che non ho… Allora, in sintesi la Binetti è stata cattiva, non doveva fare le dichiarazioni sugli omosessuali radicati che possono diventare pedofili, ma ha diritto di dire tutto ciò che vuole perché il PD è un partito plurale, firmato Walter Veltroni. Posizione condivisa sia all’interno che all’esterno del PD.
Come si fa ad essere d’accordo? Come può una persona omosessuale cosciente, emancipata, con responsabilità politiche o associative aderire ad un atteggiamento politico gravissimo, che in pratica derubrica le offese alla dignità delle persone lgbt come peccati veniali?
Mi spiace, il nostro dissenso è profondo ed è squisitamente politico e sociale. In nome di nessuna tattica è possibile permettere ad alcuno di tamponare con sufficienza e quasi fastidio, i continui attacchi della campionessa dell’omofobia italiana. Il problema non sono le posizioni della Binetti, che per quanto ci riguarda sono non scusabili e su cui stiamo predisponendo una precisa e documentata azione legale. Il tema è come un partito di centro-sinistra possa affermare che le posizioni della Binetti, seppur orrende e condannabili, sono compatibili con la natura stessa del partito.
È vero che in questo paese viviamo una realtà capovolta rispetto alle società moderne, non solo occidentali, ma qualcuno mi spiega con capacità solidamente argomentative, come una dirigente e parlamentare del PD possa affermare che i gay sono malati, potenzialmente pedofili e suscitare un coro di difesa della sua libertà d’espressione?
Non è forse vero il contrario, ovvero che l’impegno concreto di questo partito nei confronti dei diritti e delle tutele delle persone LGBT è assolutamente insufficiente e lacunoso e che questo è grandemente determinato dalla necessità di non mettersi in rotta di collisione, non con la chiesa cattolica, ma con i potentati economici e sociali governati dalla gerarchia cattolica, ridiventata influente grazie al truffaldino obolo dell’8 per mille?
Rispetto e sostengo il lavoro parlamentare di Paola Concia, impegnata tra l’altro, in questo momento a portare avanti l’estensione della legge Mancino per i reati d’odio contro le persone lgbt, ma è chiaro che la sua azione è fortemente compromessa dalla presenza oppressiva di un’area politica e culturale interna al PD che si rifà al cattolicesimo integralista. Per favore, non mi si diano lezioni sull’importanza del confronto e dialogo con il cattolicesimo italiano, che conosco assai meglio di tanti novelli baciapile. La Binetti non è la rappresentante della tradizione cattolica democratica, che dal dopo guerra ha contribuito alla rinascita di questo paese e che in alcuni casi ha difeso con più autorevolezza la laicità dello Stato rispetto ai semper timorosi comunisti italiani.
Registriamo, inoltre, con stupore, l’entusiasmo di esponenti del movimento per le odierne prese di posizione del Segretario del PD. Si afferma che visto quello che è accaduto oggi è finalmente possibile istituire tavoli bipartisan per mettere insieme centro destra e centro sinistra al fine di far approvare alcune leggi. Davvero la politica è oggi diventata solamente pubbliche relazioni e annunci ad effetto che non hanno alcun fondamento reale? La serietà, il lavoro quotidiano nel paese, l’ascolto e l’assunzione in carico delle tante sofferenze ed insofferenze di migliaia di gay e di lesbiche non conta nulla? Davvero si può a cuor leggero evocare improbabili scenari che cancellano la dura realtà, ovvero che le forze in campo, gli equilibri parlamentari, le posizioni politiche egemoni ci dicono che si sta parlando del nulla?!
Ci sono gay e lesbiche che sono impegnate dentro il PD e in altri partiti affinché si affermino finalmente politiche concrete a favore delle persone lgbt. Ammiro il loro improbo compito perché il tempo che viviamo gioca contro. L’autarchia valoriale del centro sinistra e della sinistra in generale, non alimentano ottimismi. Per questo sosterrò sempre il difficile lavoro dei gay e delle lesbiche impegnati nei partiti, perché sono un presidio necessario per non lasciare campo libero alle indistinte marmellate.
Ma senza il movimento, senza l’aggregazione di un vasto consenso dentro il popolo LGBT la loro azione sarà sempre debole, ostaggio di lobby ben più potenti, ad iniziare dall’Opus Dei. Per questo il lavoro di Arcigay è decisivo, anzi sempre più urgente, anche nella ricerca di una maggiore agilità di azione e di distacco da visioni tardo ideologiche. Tutto il contrario di chi pensa che la politica italiana possa farcela da sola, che basti far pressione su questo o quel dirigente politico, inviare una lettera aperta e stop. No, la politica italiana, tutta, non ce la fa! È per questo, che il nostro destino dipende ancora sempre da noi stesse e da noi stessi.
Se oggi Veltroni ha potuto fare affermazioni stupefacenti è perché siamo ancora percepiti come non significanti, e questo ci riguarda tutte e tutti. Basta con le scorciatoie politiciste, solo il nostro diretto protagonismo cambierà questo paese e, questa riflessione, in un momento di generale difficoltà economica, sociale e morale del paese, dovrebbe coinvolgere tutto il movimento, anche quelle aree distanti da noi, e da qualche tempo confliggenti. È precisa responsabilità collettiva assurmerci in toto i conflitti e in questo caso sarebbe bene ritrovare, con reciproco sforzo d’umiltà e d’ascolto.

Il PD in preda al Binettismo?

Sarà pure l’euforia per la vittoria di Barack Obama, ma dentro il PD si susseguono in queste ore prese di posizioni stupefacenti tutte tendenti ad irritare ed offendere la comunità lgbt italiana.
Questa notte a Porta a Porta Piero Fassino ha sottolineato, riferendosi al referendum sui matrimoni gay in California, che il suo partito non ha mai presentato in Italia una simile proposta e mai lo farà.
Giungono poi le prese di posizioni del senatore Stefano Ceccanti, che spiega come il voto cattolico abbia fatto vincere Obama e consentito che provvedimenti estremisti come i matrimoni gay in California non siano stati approvati.
Consigliamo agli esponenti del PD di respirare profondo, e leggere bene i dati, scopriranno così che nella moderata America, in diversi stati a grande presenza cattolica sono passate proposte come l’utilizzo delle droghe leggere per fini terapeutici, la legalizzazione dell’aborto, la negazione del riconoscimento dello status giuridico dell’embrione.
Interpretare a propri fini un voto complesso di un paese–continente, dove convivono diverse culture e convincimenti, è come sempre un’operazione provincialmente smodata. La verità è che non si perde occasione, a titolo personale, di dimostrare quanto il PD sia moderato, non simpatetico con le posizioni del movimento lgbt italiano, quanto vicino alle richieste della gerarchia cattolica.
La differenza tra i Democratici americani e quelli italiani salta agli occhi: Barack Obama si è più volte speso pubblicamente rispetto alle richieste dei cittadini gay e lesbiche. Invece lo stillicidio di prese di posizione da parte di dirigenti PD sottolineano corali, personali prese di distanza.
Ricordiamo, infine, che in diversi Stati, Distretti e città americane alle coppie omosessuali, grazie all’impegno dei Democratici, sono riconosciuti diritti e doveri, mentre il PD non si sa esattamente quale posizione voglia adottare.

Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay

USA: Aumento di crimini antigay

FBI: IN AUMENTO I CRIMINI D`ODIO CONTRO I GAY NEGLI USA

Il rapporto dell`FBI sui crimini d`odio rivela che sono in aumento quelli contro la comunità LGBT, in controtendenza rispetto agli altri, colpa anche delle lacune legislative in materia.
L'FBI ha rilasciato il “2007 hate crime statistic report”, ovvero il rapporto annuale a riguardo dei crimini d'odio negli Stati Uniti . Il report mostra un netto aumento nel numero di lesbiche e gay che sono stati vittime di tali crimini. Dei 1512 crimini contro persone basate su motivi sessuali, il 59% sono omosessuali. Mentre i “gate crimes” sono scesi dell'1% dal 2006, grazie a leggi sempre più severe contro questo genere di crimini, le violenze contro gay e lesbiche sono aumentate del 6%, anche a causa dell'assenza, a livello federale, di leggi in materia di diritti LGBT. Una proposta di legge esiste, ma molti stati si rifiutano di approvarla. Nel Maggio 2008, inoltre, il presidente G. W. Bush ha messo il veto su questa proposta, che prevedeva la semplice estensione agli agli omosessuali e transgender della legge esistente contro gli “hate crimes”.Dei 7624 crimini investigati dall'FBI, il 52% riguarda la razza, il 17% la religione, il 14% per motivi etnici e il 16% sono contro persone LGBT.

Fonte: Gay.tv - www.gay.tv

Alessandro Zan su sacerdozio gay e omofobia vaticana

Il Vaticano vieta il sacerdozio ai gay favorendo una campagna omofobica

dalla prima pagina del Mattino di Padova di sabato 1 novembre 2008

Il nuovo documento vaticano che sancisce l'impossibilità per le persone omosessuali di diventare sacerdote imprime una forte accelerazione alla campagna omofobica che la gerarchia cattolica ha già da qualche tempo avviato. Il recente martellamento di papa e vescovi contro i diritti degli omosessuali e la loro stessa dignità morale, non solo riduce i loro spazi di libertà, ma influenza negativamente le coscienze più torbide e immature spingendole alla violenza, alimentando a volte l'autodistruttività delle persone più deboli e indifese. Sul piano culturale la regressione è ancor più spaventosa. Risulta davvero incomprensibile come possano non vedere intellettuali e politici di obbedienza vaticana che la condanna da parte della gerarchia dell’omosessualità ha ormai una sola funzione pubblica: dare una copertura di rispettabilità ai pregiudizi che derivano dai retaggi di una cultura patriarcale e premoderna; quei pregiudizi che si accompagnavano con naturalezza a quelli contro ebrei, donne, disabili, minori, ecc. E' davvero possibile che non capiscano di stare soltanto incoraggiando di fatto la discriminazione di massa, pur di soddisfare il proprio orgoglio confessionale? Possibile che questo sia per loro un dovere di coscienza? Anche a voler essere indulgenti con chi deve fare i conti con il peso di una storia che dura da millenni, che differenza c’è fra la discriminazione sulla base della «razza» e la discriminazione sulla base di altre caratteristiche ascritte dell’identità individuale come l'omosessualità? Quel che non si fa più con gli ebrei è esattamente quel che la gerarchia cattolica e i politici a lei maggiormente asserviti dicono, propongono e interdicono oggi per gli omosessuali. Se c'è, poi, una categoria di omosessuali doppiamente sofferente sono proprio gli omosessuali credenti. Quelli che, oltre al peso dell'emarginazione sociale, portano il fardello della condanna delle loro Chiese. Ma nella vita quotidiana delle nostre chiese cristiane è proprio impossibile vivere l'omosessualità come una delle tante condizioni degli uomini, cui Cristo si è rivolto senza distinguo? Vorrei fosse possibile anche se la speranza appare sempre più lontana. Si sente ogni tanto discutere con qualche politico o teologo cattolico il problema dell’esistenza di Dio, magari mettendo in dubbio le diverse prove che, in materia, vengono addotte da filosofi e teologi. Le risposte, anche quando non sono convincenti, sono sempre educate e argomentate; solo quando si parla di etica sessuale, molti interlocutori cattolici, anche colti, perdono il controllo delle proprie emozioni e si abbandonano ad insulti e insinuazioni di ogni genere; se poi si tratta di omosessualità, vengono fuori, come lava incandescente, tutti i luoghi comuni a cui si sono abbandonati di recente le Binetti, i Bagnasco e lo stesso papa. Giusto ieri, in un'intervista, l'onorevole Paola Binetti del partito democratico - speriamo che qualcuno del suo partito esprima forte indignazione per quelle dichiarazioni - ha definito senza vergogna e impunemente gli omosessuali dei malati, fino ad affermare, che le tendenze omosessuali fortemente radicate possono scaturire nella pedofilia. Spero vivamente che l'Ordine nazionale dei medici, di cui la Binetti fa parte, si pronunci in modo chiaro e definitivo e prenda le distanze da queste aberranti affermazioni. C'è da chiedersi, inoltre, come la Binetti possa militare in un partito il cui leader, Walter Veltroni, solo una settimana fa, ha denunciato l'omofobia dilagante in Italia. Quando si sentono, da certe bocche, pretestuose difese della dignità della persona umana, viene voglia di ripetere un famoso epigramma di Pasolini: «Sei così ipocrita che quando l’ipocrisia ti avrà ucciso, sarai all’inferno e ti crederai in paradiso».

Alessandro Zan
Presidente regionale Arcigay

------
Si può lasciare un commento all'articolo sui seguenti siti e blog:
http://www.alessandrozan.it/
http://www.arcigayverona.it/
http://stopomofobiaverona.blogspot.com/

oppure mandando una e-mail a:
arcigayveronablog@gmail.com - stopomofobia@arcigayverona.org



La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org