ROMA. GIOVANI GAY AGGREDITI ALL' EUR

ROMA. GIOVANI GAY AGGREDITI ALL' EUR «Io sono stato strattonato violentemente - racconta Salvatore, 23 anni - e mi è rimasto un occhio livido per i pugni»

venerdì 25 luglio 2008 , da Gaynews

L’auto si è fermata all’improvviso, provocando un forte stridore di gomme. Erano le cinque del mattino, all’Eur, all’uscita del Gay Village: sei ragazzi appena usciti stavano cercando una fontana per rinfrescarsi. Dall’auto, una Fiat 600 blu con a bordo quattro persone, ne scendono due, di corsa. Una questione di secondi. E arrivano le botte. «Io sono stato strattonato violentemente - racconta Salvatore, 23 anni - e mi è rimasto un occhio livido per i pugni». È andata peggio a Federico, 19 anni, «a cui hanno tirato un pugno nello stomaco, prima di filare via e sparire, insultandoci». Federico è caduto a terra, riverso, battendo il fianco: non ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto perché non ha mai dichiarato la sua omosessualità e quindi teme di esporsi. «Secondo me non c’è un aumento di questi fatti, che putroppo ci sono sempre stati: c’è un aumento delle denunce », spiega a Metro Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay. In particolare, secondo Grillini, nella capitale sono in crescita «le aggressioni agli omosessuali da parte di gruppi politici. E questo è allarmante ». (Andrea Bernabeo)

Fonte: Metro il 25/07/2008

Concia: Interrogazione su ragazza aggredita

CONCIA (PD), INTERROGAZIONE SU AGGRESSIONE RAGAZZA A ROMA "Venga assolutamente affrontato il problema dell'omofobia in sede parlamentare" giovedì 24 luglio 2008 , di ADN KRONOS

Roma, 24 lug. - Anna Paola Concia, deputata PD, ha presentato una interpellanza ai Ministri degli Interni e delle Pari Opportunita' sull'aggressione omofoba subita nei giorni scorsi da una ragazza lesbica a Roma."Faccio appello - dice la Concia - all'On. Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera, perche' venga assolutamente affrontato il problema dell'omofobia in sede parlamentare, visto che, come Pd, abbiamo presentato diverse proposte di legge su questo tema.I diritti civili -conclude la Concia- non sono di destra o di sinistra e chiunque governi il paese non si puo' sottrarre a questa responsabilita'".

Roma: Aggredita ragazza lesbica

"SEI LESBICA". AGGREDITA A CALCI E PUGNI Roma, la vittima lavora in un bar della Gay Street. Alemanno: basta violenza omofoba giovedì 24 luglio 2008 , da la Repubblica

Il ministro Carfagna: "Gesto odioso, trovare subito i responsabili" di MASSIMO LUGLI ROMA - Picchiata a calci e pugni mentre tornava a casa. «Gay di m...», le ha urlato in faccia l´assalitore prima di scappare lasciandola, tramortita e dolorante, riversa sul marciapiedi. Un´altra storia di intolleranza verso gli omosessuali ambientata nella capitale e partita dalla storica "Gay street" di via San Giovanni in Laterano che, in questi giorni, è al centro di accese polemiche perché la richiesta di pedonalizzazione è stata respinta dal municipio.La vittima, D. S., è una ragazza lesbica, studentessa fuorisede, che lavora al "Coming Out", uno dei ritrovi gay più conosciuti di Roma. «La notte di sabato 19 sono tornata a casa con l´autobus MA1 - ha raccontato la giovane donna agli agenti del commissariato del Celio, dove si è presentata ieri mattina - Erano le 3,30 circa. Indossavo una maglietta del locale con il simbolo arcobaleno del movimento omosessuale». La ragazza ha i capelli corti e un aspetto che lei stessa definisce mascolino tanto che, all´inizio, ha pensato di essere stata scambiata per un ragazzo.«Sono scesa alla fermata Colli Albani - ha proseguito D. S. - ho attraversato la strada e all´improvviso un uomo mi ha afferrata da dietro urlando: gay di m.... Io ho risposto: guarda che sono una donna... Non l´ho visto in faccia, non so neanche che aspetto avesse perché ho cercato di proteggermi il viso. Mi ha sferrato due pugni e un calcio e poi è scappato. Mi sono rialzata e sono andata a casa, ma la mattina dopo avevo dolori ovunque e sono andata al pronto soccorso del San Giovanni dove mi hanno dato 3 giorni di prognosi. I miei colleghi, ieri, mi hanno convinta a sporgere denuncia e sono andata alla polizia». Sull´aggressione stanno ora indagando gli agenti del commissariato del Celio ma, in mancanza di una qualunque descrizione del picchiatore, l´inchiesta parte decisamente in salita. La vittima ha detto di non aver notato alcun personaggio sospetto sull´autobus che la portava a casa.Immediate e durissime le reazioni "bipartisan" di sdegno per l´aggressione e di solidarietà per le vittima. «Apprendo con sdegno e preoccupazione di una nuova aggressione a Roma ai danni di una giovane omosessuale - dice il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna - non posso che esprimerle tutta la solidarietà con la speranza che le forze dell´ordine individuino al più presto gli autori di un gesto così odioso e incivile». Il sindaco Gianni Alemanno esprime «A nome mio e di tutta l´amministrazione una ferma condanna contro ogni forma di violenza e discriminazione ai danni della comunità gay e lesbica di Roma. Spero che episodi come quello di San Giovanni non si ripetano più, perché non rendono onore a Roma, da sempre simbolo di accoglienza e di pacifica convivenza». Diverso il parere di Franco Grillini, presidente di Gaynet, secondo cui: «Il tasso di violenza antigay della capitale è da sempre il più alto del paese». «E´ l´ennesimo violento attacco alle persone lesbiche e gay. Un episodio preoccupante perché le modalità sono analoghe a quelle dell´aggressione di Cristian Floris (il conduttore di una radio gay picchiato il 24 maggio, n.d.r.) - incalza Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay a Roma - Con questo attacco si è scelto in maniera esplicita di colpire uno dei luoghi simbolo per la comunità lesbica e gay romana e per la nostra città: la Gay Street. Probabilmente le polemiche di questi giorni riguardo alla mancata pedonalizzazione hanno persuaso i violenti ad agire, a marcare il territorio e seminare il panico».

Australia: Gay manifestano contro il Papa

AUSTRALIA, I GAY MANIFESTANO TRAVESTITI DA RATZINGER
Sulle magliette: "Celibacy is stupid, let priest marry"

sabato 19 luglio 2008 , da AGI

Sydney, 19 lug. - Poche decine di manifestanti, alcuni dei quali vestiti da Papa, (uno aveva anche una finta "papamobile") hanno dato vita questa mattina a Taylor Square, la strada di Sydney dove sono i locali gay, ad una protesta contro la visita di Bendetto XVI distribuendo preservativi ai passanti e innalzando striscioni e cartelli che proclamavano "Pope go homo", "free condom", "Celibacy is stupid, let priest marry", ma anche "Via Papa Ratzi" e "The Pope is a bigot".Erano presenti anche alcune vittime di abusi sessuali e i loro familiari, che hanno ripetuto ai giornalisti che "le scuse non bastano", come hanno dichiarato in questi giorni i genitori delle due sorelle violentate da un sacerdote a Melbourne, Emma e Katie Foster, che avrebbe rifiutato un accordo extragiudiziale e l'offerta di 50.000 dollari australiani, dal card. George Pell, ritenuto responsabile di non aver preso i dovuti provverdimenti all'epoca in cui era vescovo di Melbourne. Il sacerdote abusatore e' infatti morto da anni, cosi' come, purtroppo, una delle ragazze, che si e' suicidata in conseguenza dello stupro mentre l'altra, divenuta alcolista, e' rimasta gravemente invalida dopo un incidente stradale imputabile anch'esso alla violenza subita. Proprio a sostegno dei Foster, che avevavno chiesto di incontrare il Pontefice, l'organizzazione "Broken Rites", gruppo di aiuto alle vittime di abusi sessuali commessi in seno alla Chiesa, ha deciso di manifestare oggi insieme all'organizzazione "No al Papa".

CORTEO GAY ANTI-PAPA, LANCIO PRESERVATIVI SU PELLEGRINI

(ANSA) - SYDNEY, 19 LUG - Un migliaio di appartenenti alla No To Pope Coalition, hanno manifestato a Sydney a esponendo magliette con scritte contro il Papa e di impronta dichiaratamente gay, lanciando anche preservativi contro i pellegrini che stavano raggiungendo l'ippodromo di Randwick, dove Benedetto XVI officera' la veglia di preghiera con i giovani partecipanti alla Giornata mondiale della Gioventu'. Un pellegrino e' stato arrestato dopo uno scambio di insulti con un partecipante al corteo.I dimostranti si erano piazzati lungo il percorso del pellegrinaggio per protestare contro l'opposizione del papa all'omosessualita' e alla contraccezione. Sorvegliati da uno stretto cordone di polizia, a piedi e a cavallo, hanno gridato slogan contro il Papa esibendo scritte come 'Grazie a Dio sono ateo' 'Benedicimi Padre perche' sono gay' e 'i preservativi salvano vite'. Nel gruppo campeggiava la papessa Alice, una drag queen con mitra e paramenti viola.Mentre la maggior parte dei pellegrini reagivano con sorrisi, saluti e slogan religiosi, alcuni di loro si sono sentiti offesi e un giovane ha cercato di superare un cordone di polizia per raggiungere i dimostranti, ma e' stato prontamente arrestato e portato via. E' stato poi interrogato e rilasciato.La massa dei pellegrini e' rimasta indifferente, e molti hanno salutato con il segno della pace. I manifestanti delle No To Pope Coalition intendono proseguire a oltranza con la loro manifestazione mobile, e sono pronti a distribuire ai pellegrini un totale di 6000 preservativi. (ANSA)

PELLEGRINO PICCHIA ATTIVISTA GAY

AUSTRALIA: PELLEGRINO PICCHIA ATTIVISTA GAY. RILASCIATO Giovane cattolico si scaglia contro corteo di protesta gay sabato 19 luglio 2008 , di ADN KRONOS


Sydney, 19 lug. - Un giovane cattolico australiano si e' scagliato contro un gruppo di manifestanti che, a margine della Giornata mondiale della goiventu' (Gmg) di Sydney, contestavano le posizioni della Chiesa in materia di omosessualita'.Il 19enne ha dato in escandescenze scavalcando il cordone della polizia e, dopo un acceso diverbio, ha preso a pugni uno dei dimostranti che indossava una maglietta con lo slogan "Pope Go Homo".Gli agenti lo hanno fermato e, successivamente, rilasciato senza accuse.Si tratta del primo incidente registrato dall'inizio delle celebrazioni della XXIII Giornata mondiale della Gioventu', che raccoglie nella piu' grande metropoli dell'Australia oltre 230mila pellegrini, giunti da ogni angolo del pianeta per l'incontro presieduto da Papa Bendetto XVI.Circa 500 dimostranti, tra i quali alcuni vestiti da 'drag queen', hanno dato vita ad un corteo di protesta nel centro di Sydney, inneggiando slogan a favore dei diritti degli omosessuali e offrendo preservativi ai pellegrini che partecipano alla Gmg.

VERONA. IL DIVIETO ALLA FESTA GAY ACCENDE IL DIBATTITO

Il Pd annuncia un’interrogazione. Piazzi invece difende l’amministrazione
giovedì 17 luglio 2008 , da
L'Arena di Verona

VILLAFRANCA - Fa ancora discutere la mancata autorizzazione per una festa gay «per motivi di conformità urbanistica», come motivato dal Comune. La sede del circolo Arci in località Parà, che è stata vietata al circolo Pink di Verona per la manifestazione, ha invece ospitato in passato eventi vari e anche di partiti e movimenti politici. Era avvenuto quando si chiamava Adrian club. Una di queste manifestazione fu organizzata dalla Lega, nel 2004, quando il sindaco era Maurizio Facincani e Mario Faccioli, l'attuale primo cittadino, era assessore alla sicurezza e alla polizia urbana. Nonostante il divieto iniziale da parte del Comune, il raduno dei leghisti si tenne lo stesso. «Gli organizzatori», ricorda Faccioli, «avevano chiesto il permesso al prefetto e c'era il sì della commissione di sicurezza». Maurizio Facincani, che oggi è presidente del consiglio, dice: «All'epoca la Giunta non si occupava di ordinaria amministrazione, c'erano gli uffici preposti per seguire le varie istruttorie». Nei due anni successivi, il 2005 e il 2006, l'Adrian ospitò anche gli skinhead provenienti da varie parti d'Europa. Di fronte alle teste rasate si si esibirono gruppi noti all'estrema destra come gli Armco e i Zetazeroalfa. I raduni non furono vietati. Queste feste dell’estrema destra all'Adrian furono denunciate, nel 2005 e nel 2006, dall'allora sindaco Luciano Zanolli, oggi esponente del gruppo di minoranza "Cittadini per Zanolli”. «Avevo denunciato tutto in consiglio comunale», dice, «e addirittura c'erano state marcette in piazza e a Rosegaferro. Di quei raduni, dei quali il Comune non veniva mai avvertito, avevo fatto le mie rimostranze pure al questore di Verona». Sul divieto al circolo Pink Zanolli dice: «Non voglio dare giudizi, non conoscendo gli atti, anche se si poteva evitare il polverone andando a fondo della questione senza fermarsi a posizioni preconcette». Paolo Martari, del Partito democratico, preannuncia un'interrogazione. «È giusto», dice Martari, «che il sindaco Faccioli dia spiegazioni al consiglio comunale. C'è da riflettere sul profilo della gestione politica e amministrativa della vicenda. Vietare una manifestazione nascondendosi dietro a problemi di forma rischia di indebolire la politica. Il nostro partito è per il confronto con chi la pensa diversamente. Negare una manifestazione vuol dire rifiutare tale capacità di confrontarsi. Se c'erano 70 persone al sit- in, non penso che nella festa in mezzo al campo ci potessero essere state più di 200 persone. Bisogna lasciar spazio alla libertà di espressione». Per Renzo Piazzi, della lista Dossobuono Insieme e schierato all’opposizione, «i problemi veri sono altri. Pensiamo che il sindaco abbia agito bene. Questi problemi sono creati ad arte per nascondere questioni molto spinose e reali, come quelle legate alle cave, alle discariche, a chi non riesce ad arrivare alla fine del mese». Sulla manifestazione di protesta di domenica sono intervenuti anche i componenti della lista Grillo per Villafranca. «Davvero», dicono, «l'amministrazione comunale ha fatto solo rispettare leggi e regolamenti? Giudicheranno i cittadini».F.T.
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