Griilini: Solidarietà a Christian Floris

Nell'esprimere tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza a Cristian Floris, speaker di radio Deegay, per l'agressione omofoba e razzista subita la scorsa notte, e nell'augurargli pronta guarigione per le ferite, fisiche e psicologiche, subite, non possiamo non esprimere forte preoccupazione per quella che si preannuncia chiaramente come un'escalation antigay con la caratteristica, addirittura, della premeditazione.La violenza politica contro gli omosessuali si arricchisce purtroppo di un altro raccapricciante episodio che va ad aggiungersi ad una lunga lista di violenze decennali contro la comunità lgbt italiana.In questo caso il pestaggio e le intimidazioni sono rivolte verso uno speaker particolarmente impegnato nell'informazione sulle temetiche lgbt.E' evidente che oltre all'intimidazione e al pestagggio, che colpisce una persona e un lavoratore indifesa, si vuole mandare un messaggio di carattere più generale a chiunque sia impegnato sulle tematiche dei diritti civili delle persone omosessuali. Che si vorrebbe ridurre al silenzio.Credo proprio che non sia un caso che ciò avvenga nel bel mezzo di una fortissima polemica politica contro la celebrazione del gay pride che rappresenta la principale inziativa di carattere politico cultarele e rivendicativa del movimento lgbt in Italia e nel Mondo.

Franco Grillini

Costituente socialista

Direttore gaynews.it

Alemanno su aggressione a Floris

ALEMANNO: CONTRO EPISODI INTOLLERANZA RIPRISTINARE LEGALITA' Aggressione la notte scorsa a conduttore di DeeGay.it
sabato 24 maggio 2008 , da
APCOM

Roma, 24 mag. - "Riguardo gli episodi di intolleranza di oggi pomeriggio al Pigneto e all`aggressione al conduttore di DeeGay.it, Christian Floris, esprimo grande preoccupazione: è necessario che in città venga ripristinata la legalità a 360 gradi". Lo afferma, in una nota, Gianni Alemanno, sindaco di Roma.Floris, 24 anni, conduttore di punta del portale DeeGay.it, ha denunciato in comunicato, di essere stato aggredito la scorsa notte a Roma mentre rincasava. Il giovane, che è stato giudicato guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti.

Aggredito conduttore di Deegay.it

"Così la smettete di fare le cose per i froci" gli assalitori.
Il risultato? Trauma cranico, distorisione al collo e spostamento della mandibola
Roma, 24 mag. - Cristian Floris, 24enne conduttore del portale DeeGay.it, e' stato aggredito la scorsa notte a Roma.
Due persone che lo aspettavano sotto casa gli hanno sbattuto la testa contro il muro perche' si occupa di tematiche omosessuali, intimandgli di smettere di farlo. Il ragazzo ha riportato la distorsione della mandibola e numerosi ematomi al volto. "Credo che la matrice di terrore sia la stessa di quella dell'aggressione di oggi al Pigneto - ha detto, - pero' non ho riconosciuto nessuno dei miei aggressori". Secondo Floris, "non bisogna abbandonarsi alla paura": "E' tutta colpa del clima che respiriamo in questi ultimi tempi", ha osservato.

Francia: Depenallizzare l'omosessualità

UNIONI GAY/ PARIGI VUOLE DEPENALIZZAZIONE GLOBALE OMOSESSUALITA'

Parigi, 17 mag. (Apcom) - La Francia vuole chiedere alle Nazioni Unite di attivarsi per una "depenalizzazione universale dell' omosessualità". Lo ha dichiarato il segretario di stato aidiritti umani, Rama Yade, in occasione della giornata internazionale contro l'omofobia.Yade, che ha ricevuto associazioni che si battono contro le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale, ha dichiarato di aver presentato "la bozza di iniziativa europea che chiede ladepenalizzazione universale dell' omosessualità, che sarebbe portatadinanzi all'assemblea generale delle Nazioni Unite" durante lapresidenza francese dell'Ue, nel secondo semestre 2008.

Il segretario di stato "ha annunciato alle associazioni che ilgoverno francese riconosce ormai ufficialmente questa giornata internazionale contro l'omofobia". Secondo una nota del suo entourage, "si è inoltre impegnata ad affrontare i casi di omofobia constatati in occasione dei suoi viaggi all'estero".

Le organizzazioni omosessuali e di difesa dei diritti umani si sono mobilitate a numerose riprese perché gli omosessuali iraniani che aspirano all'asilo politico non siano rinviati nel loro Paese, perchè rischiano di essere perseguiti o giustiziati.L'organizzazione Human Rights Watch (HRW) ha dal canto suo messo intesta i presidenti di Polonia e Uganda alla classifica dei responsabili mondiali colpevoli di discriminazione agli omosessuali.Il presidente polacco Lech Kaczynski si è espresso pubblicamente contro il riconoscimento delle unioni omosessuali e il suo omologo ugandese Yoweri Museveni ha apertamente incitato alla discriminazione verso gli omosessuali, ha ricordato l'organizzazione con sede a NewYork.
(fonte Afp)

SABATO 17 MAGGIO - Ore 14


Ore 14 - Concentramento sotto il Tempio Votivo in Piazzale XV Aprile,
di fronte alla stazione di Porta Nuova.


PER DIRE NO ALLA PAURA, ALLA VIOLENZA, CONTRO L'OMOFOBIA, PER UN MONDO PIU' GENTILE.

Verona 17 Giugno: Spezzone LGBTQ contro l'OMOFOBIA

Spezzone LGBTQ contro l'OMOFOBIA all'interno della manifestazione NICOLA E' OGNUNO DI NOI a Verona 17 Maggio.

LA NOSTRA PRESENZA E' IMPORTANTE!

Ore 14 - Concentramento sotto il Tempio Votivo in Piazzale XV Aprile, di fronte alla stazione di Porta Nuova.

Vogliamo esserci perchè in questo paese è ora di finirla con la tolleranza verso gruppi e movimenti criminali, che si rifanno alle idee nazifasciste, supportati spesso da amministrazioni locali e personaggi politici complici. Lesbiche, gay e trans sono fra i primi obiettivi di questi gruppi e noi non possiamo stare a guardare. NICOLA TOMMASOLI poteva essere uno di noi, in qualche modo era diverso, e la sua diversità a questa gentaglia non è piaciuta.

PER DIRE NO ALLA PAURA, ALLA VIOLENZA, CONTRO L'OMOFOBIA, PER UN MONDO PIU' GENTILE.

Per Adesione: stopomofobia@arcigayverona.org e adesioni17maggio@gmail.com

NICOLA E' OGNUNO DI NOI

Sabato 17 maggio 2008
MANIFESTAZIONE


Partenza corteo Stazione di Porta Nuova Verona ore 15.00

Comunicato dell'Assemblea aperta cittadina.


Verona
Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.
Gruppi culturali, teatrali, musicali, associazioni sociali, migranti, individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no. Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l'assemblea aperta cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità diffusa e un'etica fatta di memoria, immagin azione e concretezza. Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi. Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a Porta Leoni e l'intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.
Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo, la discriminazione è necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua capacità di autocritica come atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, l'impegno per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall'aria all'ac qua fino alla produzione informatizzata e alle reti.
"C'è fascismo in ogni buca" ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix Guattari. Usciamo all'aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche, di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova sensibilità non autoritaria.

Assemblea aperta cittadina di Verona

NICOLA E' OGNUNO DI NOI BLOG
http://verona17maggio.noblogs.org/

PADOVA: Stati omofobi Stati criminali

Stati omofobi Stati criminali
L'intolleranza anti-omosessuale nel mondo.


Una mostra sull'omofobia nel mondo. Un viaggio attraverso la persecuzione, l'intolleranza, la crudeltà, il fanatismo religioso che nel pianeta colpiscono le persone omosessuali. Gay e lesbiche impiccati o lapidati in Iran, incarcerati in Egitto, perseguitati in Arabia, linciati in Jamaica, contestati nell'Europa dell'Est, e insultati in Italia.Dieci pannelli saranno esposti dal 16 al 22 maggio sul ponte di Corso Garibaldi, in un'area di grande attraversamento pedonale, per far riflettere, anche solo per qualche secondo, i padovani su cosa accade nel mondo e sulle motivazioni dell'odio anti-gay.

La mostra sarà visibile dal 16 al 22 maggio dalle 10 alle 18, nel piazzale accanto alla sede Arcigay di corso Garibaldi

ARCIGAY: A VERONA CONTRO LA PAURA, LA VIOLENZA, L’OMOFOBIA

In oltre 40 città iniziative per la Giornata Mondiale contro l’Omofobia del 17 maggio

Raccogliendo l’invito di un vasto schieramento di associazioni, gruppi e forze sociali di fare della manifestazione di Verona l’evento più importante del nord del prossimo fine settimana, sui temi della violenza, della paura, dell’omofobia, Arcigay ha deciso di far confluire i partecipanti previsti alla manifestazione già programmata da tempo a Treviso, nel corteo della città scaligera.
Oltre ad aderire alle motivazioni espresse dagli organizzatori dell’iniziativa veronese, Arcigay sottolinea che il 17 maggio è la Giornata Mondiale contro l’Omofobia, ricorrenza che deve essere sottolineata e avere un posto centrale in tutte le iniziative sui temi della violenza programmate in questi giorni. Come associazione abbiamo promosso in oltre 40 città sit in, manifestazioni, proiezioni di film, feste, per ricordare come la questione che la patologia dell’esclusione per orientamento sessuale si può estirpare con una vasta azione di informazione e azione culturale, che ancora mancano nel nostro paese. Ribadiamo, la richiesta al Governo e al Parlamento italiani affinché siano discusse urgentemente norme di tutela delle persone omosessuali, tra cui la modifica della Legge Mancino. Allo stesso tempo, nella scuola, nelle pubbliche amministrazioni, nel comparto socio sanitario, è concretamente importante strutturare interventi formativi permanenti. Fermare la violenza contro le persone lgbt, che negli ultimi anni è aumentata, si può e come sempre dipende molto dalla volontà politica delle istituzioni, ma anche delle grandi organizzazioni sociali italiane. Saremo, quindi, a Verona con le nostre bandiere organizzando uno spezzone lgbt dentro il corteo, che si ritroverà alle ore 14 davanti al Tempio Votivo di piazza XV Aprile.

Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay
Alessandro Zan Presidente Arcigay Veneto
Zeno Menegazzi Presidente Arcigay Verona

Verona Città Conforme

"Da tempo, come Arcigay, andiamo ripetendo che occorre che la politica si assuma la responsabilità delle sue azioni sciogliendo i gruppi neofascisti e neonazisti presenti in Italia".Questo il commento del presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso dopo gli sconcertanti fatti di Verona che han visto ridurre in fin di vita un ragazzo considerato dagli aggressori "non conforme".
"Sarà pur vero quello che è stato detto sui ragazzi veronesi protagonisti della aggressione, ovvero che non fanno parte di gruppi organizzati dei partiti di destra, – ha proseguito Mancuso – ma non ci si nasconda dietro un dito e si insulti l'intelligenza umana. Questi gruppi non saranno organici con Forza Nuova o con Veneto Fronte Skinheads ma si muovono in quei meandri e si nutrono delle medesime parole d'ordine. Il confine fra frange autonome ed organizzate, per quanto riguarda i seguaci di ideologie neofasciste o neonaziste, è inesistente. Pestare un ragazzo per non aver offerto una sigaretta e perché considerato non conforme con gli altri, insomma diverso nel senso lato del termine, è un fatto inquietante che produce insicurezza e rimanda per ovvie ragioni alla concezione di normalità che voleva Hitler per la sua razza ariana.
Noi omosessuali ci sentiamo colpiti, sia dalla brutalità e assurdità dell'episodio e sia perché sarebbe potuto accadere ad uno di noi.
Ricordo che l'anno scorso abbiamo presentato come Arcigay, sia al ministero degli Interni e sia alla Commissione Giustiziia della Camera, un nutrito dossier sulle aggressioni, violenze, atti vandalici e minacce ai danni di persone e sedi lgbt perpetrati in tutta Italia da gruppi e singoli che fanno riferimento al neo nazifascismo italiano ".
"È per questo troppo tiepida la dichiarazione del sindaco Tosi – ha concluso Mancuso - che tende a minimizzare i fatti perché da come l'impressione che alcune istituzioni si vogliano nascondere dietro a facili consociativismi con certe frange di elettorato, forse troppo sornionamente adulate e coltivate".
"Questi personaggi imperversano a Verona da tempo, cosa che emerse già all'indomani dell'elezione di Tosi a sindaco della città scaligera, quando il procuratore Papalia dispose la perquisizione nelle case di questi giovani dove furono trovati materiali e simboli nazisti usati per organizzare ronde fra il balordo e l'ideologizzato - ha affermato Zeno Menegazzi presidente del comitato Arcigay Verona Pianeta Urano - L'ossessione ideologica del Sindaco su ordine e decoro è la stessa di cui si nutrono questi personaggi provenienti dalla galassia di estrema destra di cui lui è consapevole ed esplicito referente politico: è l'idea di una "città conforme" dove tutte le irregolarità sociali e culturali devono essere eliminate per far posto ad una supposta ordinata veronesità patinata.
Quando Tosi parla di banale bullismo giovanile sa benissimo di mentire e questo è gravissimo per un primo cittadino che ha la responsabilità di rappresentare tutti. Questa volta gli aggressori sono veronesi doc, di famiglia bene e appartengono all'area politica di cui Tosi è da sempre referente assieme a Forza Nuova e ad altri: ci aspettiamo una risposta degna di un primo cittadino responsabile"
"Città scaligera città di classe": questo è uno dei convincimenti ideologici che fanno da sfondo delll'aggressione da parte di giovani della cosidetta Verona bene. Il valore di Verona vetrina è lo stesso concetto sostenuto anche dal sindaco. Noi contrastiamo - conclude Menegazzi - la visione del Sindaco che volutamente minimizza parlando di bullismo giovanile, perché la verità è che qualcosa di preoccupante sta avvenendo in alcuni strati della popolazione giovanile veronese".
"Chi ricopre una carica pubblica istituzionale come Tosi o Gentilini – ha rincarato la dose Alessandro Zan presidente Arcigay Veneto - dovrebbe cercare di misurare le parole. Ogni dichiarazione pubblica, se contiene delle dichiarazioni razziste, omofobe o violente, ha una cassa di risonanza che può avere effetti devastanti perché viene interiorizzata da persone che possono agire sentendosi legittimate da chi ricopre incarichi istituzionali. Ecco perché, per frenare questa ondata pericolosa e preoccupante dei gruppi neonazisti a Verona e in Veneto, gente come Tosi dovrebbe intervenire con delle dichiarazione di chiara condanna verso questi gruppi per evitare di esserne in parte complice".

Questo comunicato lo trovate anche sui blog:
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http://www.arcigayverona.org

VERONA. PENALIZZATE LE COPPIE CONVIVENTI

La giunta leghista di Tosi e la tolleranza zero
Sabato 03 maggio 2008 , da
Liberazione

di Laura Eduati

Tutto questo è accaduto in via Leoni, nel pieno centro di quella Verona che il sindaco Flavio Tosi vorrebbe perfetta e cioè senza immigrati clandestini, senza rom, senza turisti che bivaccano all'ombra dell'Arena mangiando un panino o vecchietti che schiacciano un pisolino sulla panchina.Nei giorni scorsi la giunta leghista ha persino proposto un regolamento per dare la precedenza negli asili nido ai figli delle coppie sposate, penalizzando le ragazze madri e le coppie conviventi o separate. Nella città utopica di Flavio Tosi, insomma, non c'è spazio per le irregolarità e verrà un giorno nel quale passeggerrano per le vie veronesi soltanto coppie bianche di cittadinanza italiana, sposate con figli, sorridenti e felici.In fondo la tolleranza zero del leghismo ultracristiano non è altro che questo, lo sforzo disperato di tornare ad una arcadia felice mai esistita. Ma nel tentativo di ricreare il villaggio perfetto, senza stranieri né gay né zingari né turisti scostumati, i sindaci leghisti come Tosi dimenticano che non possono eliminare le irregolarità made in Italy come questo terribile episodio di violenza irragionevole. Sappiamo quale sarà l'obiezione del leghista: «Perché mi devo accollare i crimini degli stranieri quando ho già i miei?». Obiezione accolta. Il problema sta nel fatto che Verona, dispiace per Tosi, non è una Arcadia felice perché i migranti vivono da 15 anni nel territorio, si sono integrati e lavorano. E peraltro esiste il divorzio e spesso nascono figli da coppie non sposate, come esistono turisti che, bontà loro, vorrebbero mangiare un panino mentre si rilassano in una delle piazze più belle d'Italia. Insomma, il caos che muove l'universo non smetterà mai di mangiucchiare l'oasi veronese. Non si tratta di tollerare la criminalità, bensì di non oltrepassare il buon senso delle cose. Quel buon senso secondo il quale se qualcuno delinque, siano ragazzi italianissimi o stranieri, viene punito dalla legge. Stupisce che, almeno fino a ieri sera, il sindaco Tosi non abbia rilasciato alcun commento sulla vicenda che ha coinvolto Nicola Tommasoli- Poco prima dell'aggressione, Tosi aveva chiesto al ministero dell'Interno 72 nuovi agenti delle forze dell'ordine per tutelare la sicurezza della città. Molto probabilmente saranno utili per prevenire i reati, ma sarebbe utile che nei discorsi pubblici venisse sottolineato che questi reati vengono commessi anche dagli italiani.

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Il delitto di Lugagnano, figlio di questa società

La vicenda di Lugagnano ci addolora e ci lascia sgomenti. Tuttavia, se le prime ricostruzioni sullo sfondo omoerotico considerato plausibile e credibile dagli inquirenti saranno confermate, emerge che questo delitto improvviso e irrazionale matura in un contesto di responsabilità diffuse che non possono essere eluse confacili etichettature e capri espiatori.
La figura del pensionato con i suoi indicibili approcci omoerotici, ben lungi dall’essere cosa rara, risponde tragicamente alle aspettative “di normalità” di questa società. Finché sarà considerato più dignitoso e “di valore”, nel costume e nella legge, costruire una vita e una famiglia eterosessuale anziché una vita e una famiglia omosessuale, questa società sarà destinata a produrre ombre e a replicare le tragedie che aborrisce: ci saranno sempre nell’ombra un padre, un marito, un figlio, un collega, un insegnante, un sacerdote, a cui improvvisamente crolla il mondo e la verità addosso trascinando con sé comunità incredule e anche, com’è il caso di questa tragedia, i propri cari di una vita.
Vien da dire, a proposito di questa società sgomenta e incredula, che chi è causa del suo mal pianga se stesso. In quanto alla figura del giovane assassino, non un clandestino ma un incensurato ragazzino lavoratore, la sua reazione è stata orribile e ingiustificabile e dovrà essere punita secondo la legge. Ma ancora una volta ci troviamo sulla scena di un dramma sociale dove alle aspettative, allo spaesamento e all’orgoglio di migranti in cerca di fortuna, per quanto piccola, transitoria e dolorosa essa possa essere, si mescolano nell’ombra insopportabili asimmetrie di potere che in un caso come questo, quando vengono toccate anche le corde dell’intimità e dell’onore maschile eterosessuale spesso ferocemente omofobo e violento, si trasformano in tragedia incontenibile e irrefrenabile. Una società più giusta, meno ipocrita e più sincera, meno incline a nascondere sotto il tappeto le questioni più scandalose e indicibili della vita sociale e sessuale, saprebbe difendersi anche da queste tragedie. Ma non è purtroppo questa la società.

Arcigay “Pianeta Urano” Verona
Arcilesbica “Juliette e Juliette” Verona
La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org